Lo Zooprofilattico: nessun rischio Ebola
L’istituto replica alle preoccupazioni espresse pubblicamente da un dipendente: «Sono infondate»
TERAMO. L'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise chiarisce in una nota firmata dal direttore generale Fernando Arnolfo alcuni aspetti relativi al rischio Ebola, in risposta a preoccupazioni che definisce «infondate» e «girate anche a mezzo stampa, forse un po’ affrettatamente data la serietà dell'argomento», dal dipendente Giovanni Foschi.
«Preme innanzitutto precisare», scrive Arnolfo, «che l'"assoluta mancanza di sensibilità" sfociata nel "silenzio dei vertici" dell'Istituto è tale, ed il silenzio così assordante (si perdoni l'ossimoro), che la prima nota di preoccupazione del dott. Foschi, datata 10 ottobre, riceveva riscontro, per il tramite del capo laboratorio più coinvolto, dott. Massimo Scacchia, lo stesso 10 ottobre e, per essere precisi, a distanza di poche ore. Alla risposta si allegava utile materiale per tranquillizzare gli operatori, significando che il medesimo ed ogni altra conoscenza disponibile sul virus era stato ben valutato prima di autorizzare la missione del ricercatore nigeriano in Istituto. È del resto ovvio che gli stessi "vertici silenti", non essendo esenti da contagio né votati al suicidio, accuratamente operino per assicurare a se stessi e a tutti gli operatori adeguata sicurezza».
Arnolfo continua: «Da molti anni l'Istituto ospita nei propri laboratori ricercatori provenienti da tutte le parti del mondo nella convinzione che la scienza progredisca attraverso la condivisione e lo scambio costante di ricerche, esperienze e professionalità. Al contempo l'Ente ha sempre tutelato se stesso, i propri dipendenti, la comunità nella quale è inserito da qualsiasi rischio, anche potenziale, che potesse derivare dalla visita di ricercatori stranieri. In riferimento alla presenza in Istituto di un ricercatore nigeriano nel mese di ottobre, lo staff di Direzione ha prontamente fornito rassicurazioni al personale, come detto in apertura, attraverso la diffusione di documenti ufficiali del Ministero della Salute e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che il 20 ottobre 2014 ha formalmente dichiarato la Nigeria "libero dalla trasmissione del virus Ebola". In casi delicati e dalla grande eco mediatica come questo l'isteria collettiva è non solo ingiustificata ma oltremodo dannosa, e come tale andrebbe evitata; soprattutto, poi, da parte di chi, come il dott. Foschi, per le professionalità possedute (in quanto biologo) sicuramente ha adeguata cognizione della materia e delle sue implicazioni anche sociali».

