Locali notturni, regolamento da ritoccare

Movida a Tortoreto, patata bollente per il Comune dopo il pronunciamento del Tar che limita gli orari
TORTORETO. Tra l’incudine (i residenti) e il martello (le discoteche), il Comune di Tortoreto dovrà intervenire sul regolamento comunale per la movida. Dovrà farlo almeno in minima parte tramite consiglio comunale: il pronunciamento del Tar, che lascia intatto l’impianto del testo normativo equiparando di fatto discoteche all’aperto e stabilimenti balneari nella diffusione musicale, infatti, rende inapplicabili due commi tecnici che dovranno essere riscritti o eliminati.
Uno riguarda la presenza obbligatoria di personale tecnico con misuratore acustico della potenza degli altoparlanti, l’altro le comunicazioni ufficiali tra locali e ufficio commercio del Comune. La vera grana per la nuova amministrazione comunale del sindaco Domenico Piccioni, però, sarà probabilmente sui limiti orari per la diffusione musicale, oggi fissati all’una della notte durante la settimana e alle due il sabato. Da una parte, infatti, in municipio è pervenuto l’appello del Comitato per la quiete pubblica composto da residenti e turisti, che sottolineano i propri disagi durante le serate organizzate dalle discoteche; dall’altra arriverà presto l’appello degli imprenditori dell’intrattenimento, che cercano una via politica per risolvere la spinosa questione e garantire l’interesse dei loro locali e del personale, oltre a valutare ricorso legale al Consiglio di Stato. La nuova amministrazione, quindi, erediterà fin da subito gli strascichi della feroce discussione inaspritasi durante l’amministrazione Richi, e trasferitasi poi nelle aule dei tribunali durante la gestione commissariale, ma mai risolta del tutto. Piccioni, insediato da pochi giorni in Comune e non ancora con una giunta al suo fianco, prende tempo: «La sentenza del Tar non è ancora arrivata in municipio, quindi non ne conosciamo i dettagli. Dobbiamo valutare e discuterne».
Luca Tomassoni

