Loculi inagibili, visite su prenotazione

Il Comune fissa le regole per l’accesso controllato alle parti del cimitero di Cartecchio ancora chiuse per i danni del sisma
TERAMO. I padiglioni inagibili del cimitero urbano saranno aperti subito dopo la ricorrenza dei defunti, ma non tutti e solo su prenotazione. Lo stabilisce il Comune che disciplina così le visite controllate alle zone dell’area cimiteriale di Cartecchio tuttora inaccessibile per i danni provocati dal terremoto. L’ingresso sarà possibile sabato 3 e domenica 4 novembre, quando l’afflusso si prevede ridotto rispetto alla festività di inizio mese, con orari dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 16.30. Per motivi di sicurezza le visite saranno limitate a un breve momento di raccoglimento davanti alle tombe, rimaste per oltre due anni inaccessibili ai parenti dei defunti, con scaglionamento in piccoli gruppi accompagnati da addetti della Protezione civile.
Non si potranno portare fiori e lumini né impegnare tempo nella pulizia delle lapidi. La necessità di regolamentare i flussi di accesso richiede dunque la prenotazione. Questa sarà possibile per telefono, chiamando al numero 0861 410050, per mail all’indirizzo s.cimiteriali@teramoambiente.it o andando direttamente allo sportello della Team a Cartecchio. L’ufficio raccoglierà le richieste tutti i giorni tranne la domenica, dalle 9 alle 12, fino a mercoledì prossimo. All’atto della prenotazione bisognerà indicare i nomi del richiedente e del defunto a cui si intende far visita, nonché il numero dei visitatori che in ogni caso non potranno essere più di quattro per turno. Sempre per esigenze connesse alla sicurezza, relative anche alla predisposizione di percorsi di ingressi e di uscita dalle zone inagibili, saranno aperti al pubblico i soli padiglioni 1 e 2, e le cappelle porticate nei lotti 2 e 5. Resteranno chiusi al pubblico, dunque, il padiglione 3 e le cappelle sotto i portici dei lotti 1,4 e 6 per i quali il Comune non può garantire condizioni di accesso anche controllato che non comporti rischi all’incolumità dei visitatori. La riapertura, per quanto parziale e limitata, delle parti del cimitero ancora transennate è evidenziata dal sindaco Gianguido D’Alberto come una prima risposta ai teramani che dal terremoto di fine ottobre 2016 sono costretti a guardare da lontano le tombe dei congiunti. «Non potevamo non adoperarci per consentire ai cittadini di avvicinare i propri cari defunti», spiega, «è stato per noi un impegno, innanzitutto morale, che abbiamo sentito non come un obbligo ma come una responsabilità del ruolo». Il primo cittadino fa notare che non è stato facile ottenere questo risultato raggiunto anche grazie alla disponibilità di uffici comunali e Team. «Da troppo tempo molti teramani non riuscivano ad accostarsi ai propri defunti e ciò è stato motivo di sofferenza che abbiamo voluto fare nostra», osserva D’Alberto, «adoperandoci per fronteggiarla e dare ad essa risposta». Il Comune punta comunque a riaprire stabilmente tutti i padiglioni. L’accesso temporaneo è dunque «da considerare», conclude il sindaco, «come un episodio che andrà superato dai fatti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

