Lotto zero chiuso per frana

Cede un muraglione per lo scivolamento della collina di Mezzanotte. Tralicci in bilico
TERAMO. La collina di Mezzanotte frana sul Lotto zero. L’allarme è scattato nelle prime ore della mattinata di ieri quando l’enorme massa di terra e pietre che sta scivolando verso valle, con la paurosa accelerazione di un fenomeno noto da anni e che è stata al centro di svariate denunce inascoltate da parte dei residenti della zona, ha scardinato il muro di contenimento al lato del viadotto subito dopo la galleria verso gli innesti con Teramo-mare e A24. Il pericolo è tale da aver indotto l'Anas a disporre la chiusura immediata del Lotto zero minacciato dallo scivolamento della collina. Se la parete dovesse cedere definitivamente sotto la pressione del fronte franoso, i detriti oltre a invadere la carreggiata potrebbero distruggerla trascinandosi dietro quel tratto di strada ed eventuali auto di passaggio.
I tecnici del Comune e dell'Anas hanno avviato il monitoraggio continuo della frana, ma possono fare ben poco per impedirne l'inquietante marcia verso valle. La rimozione della parte di più esterna dell'ammasso di terra risulterebbe infatti controproducente perché non otterrebbe altro risultato che accelerare lo smottamento della collina. Per questo da ieri mattina è stato attivato il drenaggio dell'acqua, la cui portata è accresciuta dallo scioglimento della neve, nella parte alta del versante dissestato per evitare che continui a inzuppare il terreno spingendolo ancora di più verso la carreggiata del Lotto zero. Solo dopo che il movimento si sarà arrestato, l'Anas potrà avviare il ripristino del muro di contenimento. In quella zona, però, ci sono anche tralicci dell'alta tensione e la frana rischia di abbatterli riproponendo l'incubo del blackout che a metà gennaio, in coincidenza con l'epocale nevicata, ha tenuto al buio e al freddo migliaia di cittadini. Da giorni vivono già nella paura una decina di famiglie residenti nella frazione di mezzanotte. Dopo aver segnalato l'aggravarsi del movimento franoso che da almeno quattro anni tiene in bilico tutta la zona, dove c'è anche una grande azienda agricola, martedì mattina hanno assistito inermi al cedimento della strada che dalle loro abitazioni conduce in città. Per un pelo nella voragine aperta dallo smottamento del terreno non è finito un furgone di passaggio e di fatto i residenti sono rimasti isolati nelle loro case. Del ripristino della viabilità interna si è incaricato il Comune con un intervento coordinato dall'assessore Mario Cozzi. «I residenti possono raggiungere il centro tramite un percorso alternativo già esistente che sbuca nei pressi del deposito Tua alla Cona», spiega, «che abbiamo ampliato per renderlo meno tortuoso». Si tratta, però, di un intervento tampone che non risolve il problema annoso della frana partita da un terreno privato quasi in cima alla collina. Secondo il Comune, dunque, spetta al proprietario l'onere di realizzare opere di contenimento del fronte franoso, ma la situazione è arrivata a un livello di gravità tale che l'ente potrebbe intervenire direttamente e poi rivalersi nei confronti del titolare dell'area in questione. La frana di Mezzanotte è comunque la conferma più evidente della criticità che coinvolge il territorio per il dissesto idrogeologico. «Siamo martoriati», evidenzia il sindaco Maurizio Brucchi, «interveniamo in tutte le zone in frana ma da soli non ce la possiamo fare». Il primo cittadino sottolinea quanto illustrato due giorni fa al premier Paolo Gentiloni durante la sua visita in città: «Abbiamo bisogno di leggi speciali, di aumentare il fondo di solidarietà e di risorse per affrontare l'emergenza». I cittadini di Mezzanotte, che qualche mese fa hanno anche presentato un esposto in procura, non possono più aspettare. «La frana non è stata causata dall'ultima ondata di maltempo», affermano, «c'è da anni ma nessuno ha affrontato il problema».
Gennaro Della Monica
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