Lucidi e De Jacobis, i genitori non si fidano Il Pd: Brucchi e i suoi sono in confusione

5 Febbraio 2017

I genitori non si fidano. Le ripetute chiusure della Lucidi e l'incertezza generata dal responso dei tecnici della Protezione civile sulle condizioni della De Jacobis hanno indotto mamme e papà degli...

I genitori non si fidano. Le ripetute chiusure della Lucidi e l'incertezza generata dal responso dei tecnici della Protezione civile sulle condizioni della De Jacobis hanno indotto mamme e papà degli alunni delle due scuole a presentarsi ieri mattina dal sindaco Brucchi per manifestare i loro timori. Le spiegazioni fornite negli incontri dei giorni scorsi non sono bastate a tranquillizzarli. I genitori della Lucidi, in particolare, non vogliono far tornare i loro figli nell'edificio di viale Crispi. Nell'incontro con Brucchi hanno sollecitato l'avvio di una verifica sismica che dia maggiori garanzie. Il sindaco ha evidenziato, però, che i lavori in corso sono destinati a rendere ancora più sicuro l'immobile. «Ci sono anche genitori che vogliono far rientrare lì i loro figli», ha spiegato, «sentirò la dirigente e i tecnici e poi prenderemo una decisione».

Mamme e papà della De Jacobis, invece, hanno proposto al sindaco il trasferimento dei loro figli nei locali di Piano d'Accio attigui allo stadio. «Il progetto dev'essere ancora approvato», ha risposto Brucchi, «è prematuro stabilire quali scuole li occuperanno».

Secondo Gianguido D'Alberto, capogruppo del Pd in Comune, i timori dei genitori sono alimentati dalla confusione in cui è caduta l'amministrazione. «Sulla De Jacobis si è creato il caos», osserva, «con valutazioni contraddittorie e decisioni cambiate in corsa». L'emblema dell'incertezza resta, però, la Lucidi. «Dopo il terremoto di fine ottobre il Comune ha speso 400mila euro per la messa in sicurezza», evidenzia D'Alberto, «e ad ogni nuova scossa quella scuola viene chiusa e servono altri interventi». Il consigliere chiede chiarezza, dunque, sugli interventi realizzati e sulle spese che l'amministrazione dovrà ancora sostenere. D'Alberto, inoltre, considera una "fuga in avanti" l'uscita del sindaco sulla struttura di Piano d'Accio. «Se non serve solo per la fase emergenziale ma come soluzione definitiva, bisogna parlarne nelle sedi opportune», conclude, «per questo da mesi chiediamo l'istituzione di una commissione speciale». (g.d.m.)