Lucidi, rientro in classe tra dubbi e paure

I genitori contestano l’effettivo grado di resistenza dell’edificio, domani possibili molte assenze
TERAMO. Sarà una settimana carica d'incertezze per i genitori della Noé Lucidi. La scuola riaprirà i battenti domani, dopo un mese di ulteriore chiusura seguita alle scosse del 18 gennaio e i successivi lavori di messa in sicurezza realizzati dal Comune su indicazione della Protezione civile, ma il comitato che raggruppa mamme e papà degli alunni continua a nutrire forti perplessità sull'effettivo grado di antisismicità della struttura. I dubbi, palesati dall'analisi fatta nei giorni scorsi da tecnici che hanno i figli in quella scuola e basata sui documenti forniti dall'amministrazione, riguardano il calcolo dell'indice di vulnerabilità dell'edificio e il sistema di verifica su più livelli degli interventi realizzati nelle ultime settimane. Il problema, se ulteriori approfondimenti ne accertassero l'esistenza, secondo il comitato coinvolgerebbe non solo la Noè Lucidi ma l'intero meccanismo adottato dal Comune per gli accertamenti negli edifici scolastici cittadini. Per questo i genitori nei giorni scorsi si sono rivolti al sindaco Maurizio Brucchi invitandolo a non riaprire la struttura di viale Crispi prima che fosse ricalcolato l'indice di vulnerabilità anche alla luce del recente montaggio delle catene destinate a renderlo più stabile, così come dettato dalla Protezione civile.
Il dato richiesto sarà pronto tra sette giorni, ma da domani gli alunni dovranno rientrare in classe. Così, il comitato si è riunito nel pomeriggio di ieri per un aggiornamento della situazione e valutare eventuali altre iniziative. «Non ci si può imporre la scelta tra il diritto all'istruzione e quello alla sicurezza dei nostri figli», tengono a precisare i genitori, «anche perché manca un elemento di discernimento in base al quale adottare il comportamento più idoneo». Non è stata decisa comunque alcuna astensione di massa dalle lezioni per i 526 alunni costretti fino a ieri ai turni pomeridiani alla Michelessi e alla Zippilli, e ogni famiglia si regolerà come ritiene. Di certo per i genitori va fatta chiarezza sul metodo adottato dall'amministrazione, che finora non avrebbe fornito risposte esaustive, nel predisporre gli interventi di messa in sicurezza post-sisma.
Proprio la scuola di viale Crispi ha già subito tre lunghi periodi d chiusura successivi alle scosse di fine ottobre. Gli alunni, infatti, erano rientrati in classe a metà novembre ma nel giro di un paio di giorni furono di nuovo costretti ad abbandonare la struttura a causa della scoperta di nuove crepe nelle aule. A dicembre l'amministrazione ha fatto installare reti di protezione dei solai riaprendo l'edificio poco prima di Natale,ma il violento sciame del 18 ottobre ha imposto un ulteriore mese di chiusura dell'edificio. (g.d.m.)
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