Ludopatia, a rischio anche i giovani

Profeta: giocare serve a crescere ma può diventare una malattia
TERAMO. Il “gioco” non è un mostro. Lo diventa solo nel momento in cui si trasforma nella nostra primaria ragione di vita e non riusciamo più a farne a meno. L'aspetto sociale che emerge dagli studi degli esperti è la crescita negli ultimi anni di giovani e giovanissimi che, partendo dai videogame, assumono un comportamento “a rischio dipendenza” nei confronti del mondo virtuale offerto da Internet.
Dell'argomento si è discusso nell'aula magna del liceo scientifico “Einstein” davanti ad una folta platea di studenti tra i 16 e i 17 anni accompagnati dal professor Serafino Di Bonaventura e dalla dirigente Clara Moschella. Titolo dell'incontro “Gioco d'azzardo patologico: conoscerlo per evitarlo” promosso dalla Bper Banca per contribuire ad un uso consapevole del denaro e degli strumenti finanziari alla luce della propria esperienza di istituto di credito. Un progetto abbracciato dal quotidiano Il Centro nella misura in cui l'informazione sui pericoli del cosiddetto Gap, ossia del gioco d'azzardo patologico, meglio conosciuto come ludopatia può essere correttamente diffusa tra gli adolescenti in un'ottica di prevenzione. «Siamo molto soddisfatti di aver potuto collaborare con il quotidiano Il Centro» spiega il responsabile della direzione territoriale Adriatica della Bper Guido Serafini, «per offrire agli studenti delle scuole secondarie abruzzesi questo momento di riflessione su un tema che noi come banca sentiamo molto. E' infatti stato realizzato un vademecum per aiutare le famiglie ad affrontare le patologie derivanti dal gioco d’azzardo e sono state inoltre inibite le carte di credito per il “gambling”. Vogliamo continuare questo percorso insieme ad enti e istituzioni, per rendere un servizio sempre più utile a favore dei cittadini».
Esperto della giornata all'Einstein il responsabile del dipartimento assistenza sanitaria territoriale della Asl di Teramo Valerio Profeta che ha illustrato, entrando anche in alcuni meccanismi scientifici, cosa accade nell'individuo quando è totalmente catturato dal gioco. «Giocare può essere utile», afferma Profeta, «per crescere, per mantenere la memoria, per socializzare, ma diventa una malattia quando entra in ballo la dipendenza compulsiva, la spesa elevata per l'uso del denaro, la necessità del riscatto sia personale che economico. Non esiste gioco legale o illegale: se è fatto con azzardo, con spericolatezza, è sempre pericoloso e fuori dai canoni legali, e comunque prima dei 18 anni è sempre da evitare. Purtroppo esiste una predisposizione caratteriale verso l'azzardo che può essere più o meno influenzata dall'ambiente esterno». I dati sulla spesa pro capite in Abruzzo per gioco d'azzardo sono allarmanti: con 1.500 euro di spesa pro capite la regione si classifica come quella in cui si gioca di più in tutta l'Italia, con punte di rilievo anche nei piccoli comuni. Secondo la ricerca Espad 2108 nella fascia tra i 15 e i 19 anni il 35% degli studenti italiani si collega ad internet almeno una volta al giorno per fare giochi di ruolo e di avventura dove, in particolare in quelli di combattimento, è necessario pagare per comprare più vite o per potenziare il personaggio.
Daniela Peca
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