Lungomare sud, rifiuti e degrado

Roseto, proteste per lo stato della zona vicino all’area di stoccaggio sequestrata
ROSETO. Foglie di palme a terra, marciapiede sporco e accanto un’area sotto sequestro dove il degrado è evidente. È il lungomare sud di Roseto, dopo il sottopasso Marco Polo, in corrispondenza dell’area circense, dove il marciapiede da oltre due mesi è pieno di foglie di palme secche che rendono molto difficoltosa un’eventuale passeggiata. Non è una zona molto frequentata, soprattutto in inverno, ma sulla carreggiata e sulla pista ciclo-pedonale, entrambe parallele al marciapiede, transitano molti ciclisti, podisti e camminatori, e di certo non fa piacere vedere il degrado del marciapiede. «Passo spesso qui», dice Daniele, un ciclista, «da molti anni ormai vado in bici e questa zona è sempre stata considerata di serie B, forse perché a sud, o forse perché quasi nascosta. Io però credo che la città vada preservata tutta». Alla situazione precaria del marciapiede si aggiunge quella dell’area comunale dove fino a un anno fa venivano portate le potature, ancora sotto sequestro, ma che al suo interno ospita una roulotte (dove forse si appoggiano i senzatetto) e accanto sacchi neri dell’immondizia colmi e un materasso. Per le foglie di palme a terra, per il momento, l’assessore alla manutenzione Nicola Petrini dice che non si può fare nulla. «Lì ci sono 12 palme», spiega Petrini, «le foglie cadute a terra sono state attaccate dal punteruolo rosso. Dovrei trovare risorse per intervenire su quella zona e sistemarla, ma al momento non posso, bisogna attendere». All’area sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta il Comune non può accedere. «L’area a sud credo resterà sotto sequestro e non si può fare nulla», conclude Petrini, «mentre per l’altra zona sotto sequestro, quella all’autoporto, potremmo ottenere il dissequestro facendo alcuni lavori di manutenzione, intervenendo per esempio sulle recinzioni. Ci darebbe una boccata d’ossigeno in vista del nuovo centro di raccolta, per il quale però bisognerà attendere almeno un anno e mezzo».
Luca Venanzi
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