Luzii, attacco a D’Alberto: «Non ha aperto un cantiere»

18 Maggio 2021

TERaMO. La riunione di maggioranza di sabato scorso offre il destro aItalia Viva per tornare all’attacco del sindaco Gianguido D'Alberto e della sua squadra. A muovere le critiche all’amministrazione...

TERaMO. La riunione di maggioranza di sabato scorso offre il destro aItalia Viva per tornare all’attacco del sindaco Gianguido D'Alberto e della sua squadra.
A muovere le critiche all’amministrazione è il consigliere Giovanni Luzii che interpreta «l’assenza di rimpasto, la serenità e la coesione della maggioranza» riferite a fine riunione dal primo cittadino ai giornalisti, come una aggravante del «vuoto amministrativo che attanaglia il Comune da tre anni a questa parte, perché se ci fossero mal di pancia o beghe politiche di sorta, il sindaco potrebbe vantare un alibi al suo immobilismo», scrive Luzii in una nota stampa. Il consigliere torna a ribadire, come fatto spesso nel recente passato, il fatto che l’attuale giunta non abbia fino ad oggi «tagliato nemmeno un nastro» o «aperto un cantiere, nonostante decine e decine di milioni di finanziamenti che giacciono inutilizzati nelle casse del Comune». Luzii critica anche l’assenza di quegli appuntamenti che, in genere, scandiscono una consiliatura quali i bilanci dei primi cento giorni o del primo anno di mandato. Assenze di resoconti pubblici che starebbero a provare, secondo Luzii, il «timore del giudizio popolare» da parte dell'amministrazione. La valutazione che il renziano dà di questi tre anni di governo D’Alberto è severa e impietosa: parla di elettori imbufaliti, di nessuna azione concreta e di interventi limitati a «qualche papera e qualche pezza d’asfalto». «Noi, da opposizione propositiva, ci impegniamo ogni giorno a fare proposte che reputiamo utili a uno sviluppo strategico della città, ma ormai abbiamo perso le speranze, perché il tanto sbandierato cambiamento non si è né visto né programmato, così come non si è vista una parvenza di collaborazione nel superiore interesse della cittadinanza» conclude. (v.m.)
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