«Ma quale capitale della cultura»

23 Luglio 2017

Pomante e Bartolini: amministrazione incapace di gestire il settore

TERAMO. L’opposizione all’attacco sulla candidatura di Teramo a capitale italiana della cultura per il 2020. Da Gianluca Pomante e dal capogruppo del Pd Flavio Bartolini arrivano critiche all’amministrazione non tanto per l’iniziativa quanto per la gestione di progetti e spazi culturali. L’ex candidato sindaco in particolare evidenzia l’impossibilità di visitare i siti archeologici. «Abbandonata ormai ogni speranza di poter visitare la domus romana di piazza Sant’ Anna, sono tornato in orari "d'ufficio" agli scavi di porta Reale, via del Cavalieri e via Cona, trovandoli puntualmente chiusi e degradati», fa sapere Pomante secondo il quale, pur essendo migliorate le condizioni generali di questi siti che lo scorso anno aveva trovato invasi dalle erbacce, resta irrisolto il problema della fruibilità. «Percorsi chiusi o inesistenti, tabelle danneggiate dai soliti vandali, rifiuti sparsi, incuria e degrado all'interno e nei dintorni», evidenzia il, consigliere, «sembra proprio che Teramo non riesca a curare i propri gioielli». Sia lui che Bartolini, inoltre, evidenziano i ritardi nell’attuazione del progetto di recupero del teatro romano. «Come si può divenire capitale della cultura se l’intervento è finanziato ma bloccato per unica responsabilità dell'amministrazione e della burocrazia comunale?», domanda il capogruppo del Pd che punta il dito anche contro il cantiere lumaca per la riqualificazione di corso San Giorgio e il degrado del centro storico. Emblematica per Bartolini è anche la vicenda del cineteatro Comunale che dimostra «l’incompetenza di questa classe amministrativa». (g.d.m.)