Maccaferri, presìdi anche di notte

S’inasprisce la vertenza a Castilenti: l’azienda conferma la chiusura
CASTILENTI. Nessuna risposta alle ansie dei 42 dipendenti della Maccaferri di Castilenti è emersa dall’incontro che si è tenuto ieri in Confindustria. Fiom Cgil e Fim Cisl, insieme alla Rsu hanno incontrato Simone Romano, responsabile delle risorse umane per il settore industria della Maccaferri, e Paola Musuraca dello stesso settore.
«Nulla è cambiato», osserva Marco Boccanera della Fim Cisl, «l’azienda mantiene la posizione di chiusura dello stabilimento e la mobilità per i lavoratori. Noi non l’accettiamo: per i lavoratori e per l'intera zona sarebbe una mazzata. Loro dicono che il sito non è competitivo per il mercato italiano. Abbiamo dato una serie di alternative, proponendo anche una riconversione dello stabilimento, visto che la Maccaferri opera in tantissimi settori».
«L’incontro è stato interlocutorio», commenta Giampiero Dozzi della Fiom Cgil, «noi abbiamo detto che non potevamo discutere nulla con una procedura di mobilità in corso. Noi vogliamo sapere che fine ha fatto l’accordo sottoscritto appena due anni fa». L’accordo ha previsto 10 licenziamenti ma un investimento da 2 milioni per aprire una nuova linea produttiva, in modo da affiancare alle gabbionature metalliche anche un nuovo prodotto in materiale geosintetico da impiegare negli asfalti drenanti. Tutto fatto, però ora l’azienda ha deciso di chiudere. «Solo dopo aver chiarito questo, oltre ai motivi per cui si chiude Castilenti, faremo le nostre valutazioni», riprende Dozzi, «noi chiediamo piano alternativo. I due rappresentanti ci hanno detto che ci sono stati cambiamenti di management proprio perchè quel piano non è andato per il verso giusto. Ma loro avevano il dovere di convocarci e rappresentarci i problemi. Noi nemmeno 20 giorni fa avevamo richiesto incontro per capire che significava il cambio di quadro manageriale. Non è che se cambia il referente il piano non vale più».
Ora i due dirigenti riferiranno ai vertici di Bologna e poi si terrà un nuovo incontro, il 9 o il 13. Intanto prosegue lo sciopero, che si prolungherà fino alla prossima settimana. Il presidio è diventato permanente, anche di notte: gli operai impediscono il via vai di camion. Sabato mattina è previsto davanti all’industria un incontro con i politici locali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

