Madre accusa: «Picchiata da mio figlio in crisi d’astinenza»

28 Giugno 2018

In un’aula di tribunale ha raccontato la paura continua e quel drammatico giorno di tre mesi fa quando quel figlio che da anni fa uso di droga l’ha presa a calci, scaraventata sul divano e tappato la...

In un’aula di tribunale ha raccontato la paura continua e quel drammatico giorno di tre mesi fa quando quel figlio che da anni fa uso di droga l’ha presa a calci, scaraventata sul divano e tappato la bocca. Aggiungendo: «Non sono qui per fargli del male, il mio scopo è quello di farlo andare in comunità».E’un altro processo per maltrattamenti in famiglia quello che in corso davanti al giudice monocratico Sergio Umbriano e che ieri ha visto una mamma testimoniare. Il figlio da qualche mese è in carcere dopo l’ordinanza di custodia arrivata dopo l’ennesima denuncia. «Perchè io ho paura delle sue conoscenze visto che negli ultimi tempi mi ha più volte minacciata di farmi incendiare la casa dagli zingari» ha ripetuto più volte davanti al giudice.
Il giovane, difeso dall’avvocato Stefania D’Addario, è a processo con un giudizio immediato. I fatti, secondo la denuncia, si sarebbero verificati da dicembre e marzo, nel periodo in cui era agli arresti domiciliari nella sua abitazione. «Quando mio figlio era in crisi d’astinenza», ha raccontato la donna in aula rispondendo alle domande del pm d’udienza Roberta Roccetti, «erano insulti e spintoni continui. Ogni occasione era buona. Decine di volte è andato in comunità e tutte le volte è uscito. Sono tredici anni che fa uso di sostanze stupefacente e ogni tentativo di disintossicazione fatto fino a questo momento si è rivelato inutile. Quando è stato agli arresti domiciliari in casa mia arrivavano persone di ogni genere e si spacciava. Una situazione che ho più volte denunciato ai carabinieri. Prima della droga eravamo molto uniti, poi tutto è cambiato». (dp)