Madre e figlia dormono nell’auto dopo lo sgombero dalla casa Ater

Allontanate in applicazione della circolare del Viminale contro l’occupazione abusiva degli alloggi Il sindacato degli inquilini: «Il Comune deve garantire una sistemazione alternativa, ma non lo fa»
TERAMO . La legge non fa sconti a due donne, indigenti e sole, che da un giorno all’altro si sono ritrovate a dormire in macchina. È una storia di degrado sociale, disperazione e forse anche di insensibilità istituzionale a tutti i livelli quella che vede loro malgrado protagoniste G.S. di 60 anni e la figlia di 30 anni che fino a qualche giorno fa abitavano in un alloggio dell’Ater.
A seguito della circolare del ministero dell’Interno che ha imposto un giro di vite contro l’occupazione abusiva di case di proprietà pubblica le due donne sono state costrette a sgomberare l’appartamento nel quale vivevano da oltre otto anni pur in assenza di titolo per restare lì. Da tre giorni, non avendo un altro posto dove andare, dormono in macchina. A raccontare la loro vicenda e a denunciare lo stato di indegna precarietà a cui sono costrette è Antonio Di Berardo, segretario provinciale del Sicet, il sindacato degli inquilini. «Come già avvenuto nei giorni scorsi per tre famiglie, a causa della circolare del Viminale, G.S. e la figlia hanno subìto un sfratto esecutivo lunedì scorso», racconta il sindacalista. Le due donne hanno lasciato l’abitazione sperando che il Comune trovasse lor o una sistemazione alternativa. «Questo è previsto dalla stessa circolare ministeriale», spiega Di Berardo, «ma non è avvenuto perché a quanto pare mancano abitazioni». G.S. ha perso il diritto a restare in quella casa popolare alla morte della madre che ne era assegnataria. Non avrebbe neppure maturato i requisiti minimi per usufruire della sanatoria temporanea che per almeno altri due anni l’avrebbe messa al riparo dallo sfratto. Così, lei e la figlia hanno perso l’alloggio e ora trascorrono le notti in macchina.
«L’episodio dell’occupazione cosiddetta abusiva», fa notare Di Berardo, «se da un lato si è concluso nel rispetto della circolare e con il ripristino della legalità, dall’altro torna ad accendere i riflettori sull’emergenza sociale e abitativa in città». Altri sgomberi, carichi di disagi e sofferenza per i destinatari degli sfratti, seguiranno a breve sempre in applicazione delle disposizioni del Viminale. Per questo il segretario del Sicet si rivolge all’amministrazione comunale «affinché possa ridare dignità a queste famiglie assegnando nel più breve tempo possibile un nuovo alloggio popolare adeguato alle proprie esigenze, prima che arrivi l’inverno». L’assessore alle Politiche della casa Valdo Di Bonaventura chiarisce la posizione dell’ente. «Stiamo verificando le situazioni specifiche di sfrattati che potrebbero avere i requisiti per una casa parcheggio», osserva, «ma questo vale solo in presenza di condizioni particolari di disagio, come la presa di disabili o di minori, e vanno comunque controllata l’agibilità degli immobili disponibili».
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