Maestra indagata, chiesta l’archiviazione

11 Luglio 2023

L’inchiesta dopo le parole di un bimbo: ha raccontato che l’insegnante gli avrebbe messo le mani al collo

TERAMO. L’inchiesta è quella che vede indagata una maestra di un istituto comprensivo teramano per abuso di mezzi di correzioni dopo la denuncia presentata per un bambino di 5 anni che, tornato a casa dopo la scuola, ha raccontato che l’insegnante «gli avrebbe messo le mani al collo». Dopo l’incidente probatorio nel corso del quale è stato ascoltato il bambino, la Procura (pm titolare del fascicolo Enrca Medori) ha presentato richiesta d’archiviazione. Ora sarà il gip a stabilire se accoglierla o meno. L’inchiesta, aperta dopo la denuncia presentata dalla dirigenza dell’istituto scolastico, ha mosso i primi passi con lo svolgimento dell’incidente probatorio che nelle scorse settimane si è tenuto davanti al gip Marco Procaccini per l’audizione in forma protetto del piccolo. Audizione svolta alla presenza di esperti. Passaggio obbligato, quello dell’incidente probatorio, così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni. Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di reati.
Va detto che le linee guida contenute nella Carta di Noto rappresentano suggerimenti diretti a garantire l’affidabilità delle metodologie utilizzate a partire proprio dalla raccolta della testimonianza al fine di garantire la tutela dei diritti del minore nel rispetto dei principi costituzionali del giusto processo. L’insegnante finita sotto accusa è difesa dagli avvocati Gennaro Lettieri e Renzo Di Sabatino.(d.p.)