Maestra manesca, nuove indagini

Campli, saranno sentiti tutti i genitori e il personale della scuola dell’infanzia
CAMPLI. Il provvedimento di sospensione per sei mesi non chiude le indagini sul caso della maestra di Campli accusata di aver maltrattato i bambini della scuola dell’infanzia di Sant’Onofrio.
Gli accertamenti delegati dalla Procura proseguono e già nei prossimi giorni saranno ascoltati altri genitori e il personale della scuola, da quello non scolastico alle altre insegnanti.
Perché l’autorità giudiziaria vuole capire se, prima della denuncia presentata dai genitori che ha fatto poi scattare l’indagine con la sistemazione delle telecamere nell’edificio scolastico, ci fossero state altre segnalazioni sui comportanti della docente. Quello che i bambini subivano lo hanno raccontato le immagini catturate dalle telecamere nascoste e le indagini degli agenti della polizia postale (agli ordini della dirigente del compartimento Abruzzo Elisabetta Narciso).
Le immagini catturate dalle telecamere nascoste nella scuola ritraggono schiaffi, pizzicotti sulle guance, tirate d’orecchio, strattonamenti ma anche trascinamenti da una sedia all’altro. E, sostengono inquirenti e investigatori, insulti, urla e minacce di punizioni. «Io e mia moglie ci siamo accorti che nostro figlio era strano quando tornava dall’asilo», ha raccontato un papà, «uno all’inizio pensa che magari possano avere una percezione diversa dalla realtà e che con il tempo la situazione possa cambiare. Ma così non è stato anche perchè abbiamo cominciato a notare strani cambiamenti d’umore in un bambino che era sempre stato allegro. Poi abbiamo cominciato a notare qualche livido sulle braccia. All’inizio abbiamo pensato che a quell’età non si sta fermi e quindi anche all’asilo, come a casa, si può cadere e farsi male. Purtroppo quello che abbiamo temuto è successo e nessuno potrà ridare la serenità persa ad un bambino di cinque anni».
L’inchiesta è del sostituto procuratore Greta Aloisi che ha chiesto ed ottenuto dal gip Roberto Veneziano il provvedimento di sospensione dell’insegnante con più di trent’anni di lavoro alle spalle. Quest’ultima nell’interrogatorio che si è svolto in tribunale previsto dal codice prima dell’applicazione di un’ordinanza di sospensione ha respinto l’accusa di maltrattamenti e ha parlato di «metodi educativi».
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