Mafia Capitale e migranti Un’altra coop lavora col Comune

23 Settembre 2015

D’Alberto (Pd) segnala che la Domus Caritatis, del gruppo La Cascina, svolge a Teramo un progetto «Il costo è rilevante, più di due milioni di euro, e non è stata fatta una gara ma un affidamento diretto»

TERAMO. Spuntano come funghi gli incarichi a cooperative del gruppo La Cascina, invischiata nell’inchiesta su Mafia Capitale.

Questa volta a segnalare il nuovo appalto – che in realtà appalto non è – è Gianguido D’Alberto, capogruppo Pd in consiglio comunale. D’Alberto sottolinea che ha presentato due interrogazioni, segnalando il caso, una a dicembre 2014 e un’altra a gennaio 2015.

Tutte riguardano l’affidamento diretto da parte del Comune alla cooperativa Domus Caritatis dell’attività di coprogettazione, organizzazione e gestione del progetto Sprar. Si tratta di un sistema, promosso dal ministero dell’Interno, con la collaborazione degli enti locali, per dare ospitalità ai richiedenti asilo e ai rifugiati.

In sostanza la cooperativa sociale romana ha avanzato nel 2013 una proposta al Comune, che l’ha recepita con una delibera di giunta dell’ottobre 2013 affidandole direttamente l’incarico. Così la Domus Caritatis gestisce, nel triennio 2014-2016 due milioni di 200mila euro, quasi tutti provenienti dal ministero, tranne 444mila euro cofinanziati dalla stessa cooperativa sociale. Con questi fondi la Domus Caritatis si è occupata dell’accoglienza e dell’integrazione di 50 rifugiati. «Ribadiamo quello che abbiamo chiesto a suo tempo: bisogna capire quale è stata la procedura adottata, perchè è stata adottata e se c'è stata una valutazione. Lo chiediamo soprattutto a tutela dell'amministrazione», commenta D’Alberto.

Il capogruppo infatti aveva chiesto nelle interrogazioni come mai è stato fatto un affidamento in via diretta, se c’è stata una consulenza legale che ha fatto scegliere questa strada anzichè una normale gara, visto anche l’importato particolarmente rilevante. E ora, alla luce del coinvolgimento di tutto il gruppo La Cascina nell’inchiesta romana sul “Mondo di mezzo” D’Alberto annuncia: «vedremo se ci sono gli estremi per una valutazione della commissione garanzia comunale. Che non siano fondi comunali è un fatto marginale, il Comune ha gestito la procedura. E' allarmante, è una questione che dovrebbe, in capo all'amministrazione, suscitare allarme a tutela dell'amministrazione stessa. E al momento, anche dalle risposte date alle nostre interrogazioni, non ci risulta siano state adottate delle verifiche. Eppure è stata una scelta fatta tramite una delibera di giunta, quindi dall'organo politico: non si può scaricare sugli uffici».

Un’altra coop del gruppo, la Vivenda, dal 2009 gestisce la refezione scolastica del Coune (dall’anno scorso insieme alla Pap), mentre un’altra da tre anni gestisce le pulizie alla Asl di Teramo. Adesso una cooperativa del La Cascina ha presentato domanda per partecipare all’appalto dei servizi ristorazione della Asl: la gara sarà aggiudicata a giorni. (a.f.)

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