Maggioranza e opposizione si beccano sul commissariato
ROSETO. Lunga discussione sul tema del commissariato ieri sera in consiglio comunale negli interventi preliminari, con un continuo botta e risposta a suon di carte tra la maggioranza e i consiglieri...
ROSETO. Lunga discussione sul tema del commissariato ieri sera in consiglio comunale negli interventi preliminari, con un continuo botta e risposta a suon di carte tra la maggioranza e i consiglieri d’opposizione, in particolare Enio Pavone e Angelo Marcone. La decisione del ministero dell’Interno di far restare il presidio di pubblica sicurezza ad Atri, e le dichiarazioni del deputato della Lega Giuseppe Bellachioma con le critiche sul percorso fatto dall’amministrazione comunale di Roseto (Bellachioma ha parlato di «proposta carente»), non convincono Simone Aloisi, segretario cittadino del Pd. «Le critiche di Bellachioma al percorso di Roseto ci lasciano sbigottiti», dice Aloisi, «piuttosto appare evidente come il deputato si sia ricordato di fare tutte queste critiche al Comune, addirittura parlando di proposta carente, solo per mettere sotto il tappeto un fallimento politico tutto suo visto che è rosetano, ed è il coordinatore di rifermento del partito che esprime il ministro dell’Interno». Secondo Aloisi ci sarebbe potuto essere un interessamento precedente in merito al commissariato da parte di Bellachioma. «Se fosse stato collegato a filo diretto col ministero», continua Aloisi, «avrebbe anche potuto suggerire eventuali correttivi per permettere alla sua città di ottenere un risultato che lui stesso ha dichiarato logico, visti i crimini sulla costa. La verità è che, dietro questa scelta, ci sono solo logiche di sgambetti politici, e che molto semplicemente non c’erano correttivi da apporre perché il progetto di Roseto era valido, poiché ha seguito scrupolosamente le indicazioni di prefettura e questura, come certificato d’altronde dai documenti. Bellachioma, se avesse avuto a cuore Roseto, si sarebbe informato per tempo della nostra proposta, non a bocciatura piovuta dal ministero sulla sua testa».
Per Pavone, invece, la maggioranza Pd, per cercare di far sì che il commissariato potesse essere trasferito a Roseto, avrebbe dovuto presentare una proposta «credibile e immediatamente fruibile». «Chi dovrebbe avere a cuore le sorti della nostra città», afferma Pavone, «avrebbe dovuto non affidarsi al déjà-vu degli intrighi nel sottobosco della politica romana, ma lavorare alla luce del sole, in loco e con le istituzioni preposte, e presentare una proposta credibile e immediatamente fruibile. Lo sciacallaggio, come dice il sindaco Di Girolamo, dei consiglieri Pavone e Marcone, è un altro atto intimidatorio e sprezzante verso chi invece cercava e cerca di far capire, alla maggioranza e a gran parte dell'opposizione, che in tal modo non si andava da nessuna parte. Non gioiamo per l'epilogo, ma quando si persegue un obiettivo bisogna lavorarci e non rappezzare una qualsivoglia proposta».( l.v.)
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