«Mai commissariata la riserva del Borsacchio»

Pavone ritiene che la delibera della Regione non abbia avuto valore giuridico
ROSETO. Mentre l’ex sindaco Pavone contesta l’esistenza stessa del commissariamento della riserva del Borsacchio, il commissario si accomiata.
«La delibera regionale numero 1080 del 2015 non aveva, non ha mai avuto e non ha alcun valore giuridico di commissariamento perché l’architetto Vallarola aveva, come specificato nella delibera, solo il compito di fare una ricognizione sullo stato di attuazione delle attività svolte». A dirlo è l’ex sindaco Enio Pavone, ora consigliere di opposizione, dopo la decisione della Regione di affidare la gestione della riserva al Comune di Roseto. Il commissario Fabio Vallarola, insediatosi un anno e mezzo fa, dice la sua sulla chiusura delle sua attività, con la proposta di continuare a operare da semplice cittadino per il bene della riserva, accolta dal sindaco Sabatino Di Girolamo. «A distanza di un anno dall’insediamento del commissario», ha detto Vallarola, «tutte le attività che la Regione Abruzzo aveva ritenuto necessario affidare ad un esterno perché la Riserva iniziasse a funzionare si sono ormai avviate, pertanto, il compito del commissario può dirsi concluso». Le attività sono le seguenti: il progetto per i giovani, il piano di assetto naturalistico, il comitato di gestione e il programma economico. «A me il lavoro mi è stato affidato dalla Regione e l’ho fatto», ha precisato Vallarola, «Il 30 marzo potrà essere costituito il comitato di gestione, il progetto giovani l’ho avviato e il 25 marzo inizia il corso per le guide del Borsacchio messo in piedi grazie a tutte le iniziative fatte lo scorso anno, per il piano di assetto naturalistico ho dato la mia soluzione e l’ho consegnata al Comune e alla Regione, e per il programma economico ho presentato i progetti per i finanziamenti europei. Il compito del commissario non era sostituire il Comune o la Regione, ma semplicemente dare gli impulsi per far partire e ora la gestione è tornata al Comune di Roseto».
Pavone, però, etichetta l’allora commissariamento della Riserva come “marchetta elettorale” ed elenca le attività svolte dalla passata amministrazione: «Il cosiddetto commissariamento della Riserva altro non è stato che una marchetta elettorale del governatore D’Alfonso a favore degli pseudo ambientalisti rosetani che si stavano preparando alla campagna elettorale nella nostra città». E poi Pavone cita alcune attività svolte dall’amministrazione per la Riserva: dalla modifica dei confini facendo togliere quelle zone fortemente antropizzate, come il quartiere Annunziata di Giulianova ai cartelli segnaletici, alla nomina del comitato di gestione provvisoria «dando così risposte, almeno per le manutenzioni ordinarie, ai cittadini che ne hanno fatto richiesta». Fra gli obiettivi raggiunti l’affidamento dell’incarico della revisione del piano naturalistico «all’architetto Fabrizio De Gregoriis e per la redazione del programma pluriennale di attuazione all’avvocato Benigno D’Orazio, mentre all’associazione di protezione ambientale Ambiente e/è Vita è stata affidata la gestione della Riserva stessa».
Luca Venanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

