Mai più rifiuti a La Torre

27 Maggio 2015

Brucchi abbandona definitivamente il progetto di ampliamento della discarica

TERAMO. Dopo nove anni dal contenzioso nato con gli esponenti del comitato nato contro l’ampliamento della discarica La Torre, guidato da Francesco Di Diomede, il sindaco Maurizio Brucchi mette definitivamente la parola fine sulla vicenda rinunciando al ricorso al Consiglio di Stato. Il 12 giugno scade infatti il termine utile entro il quale l’avvocatura del Comune potrà formalizzare il ricorso in appello alla sentenza del Tar Abruzzo che nel 2009 bocciò il Comune di Teramo sull’ampliamento del sito di Poggio Cono. Ma il sindaco Brucchi, così come promesso in campagna elettorale ai residenti delle frazioni limitrofe alla discarica, attraverso una delibera di giunta giovedì formalizzerà la rinuncia in modo che il procedimento venga dichiarato definitivamente estinto. «E’ chiaro che se avessimo avuto quella discarica», ha dichiarato il sindaco, «oggi i teramani avrebbero pagato meno il costo dei rifiuti e avremmo avuto anche i fondi per la chiusura dell’impianto. Ma alla luce dei fatti, e in un’ottica di programmazione su base provinciale, oggi l’ampliamento non ha alcun senso. Sono felice così di rispettare l’impegno che avevo preso con il comitato e con i residenti di Poggio Cono, Poggio San Vittorino, Forcella, Caprafico, la Specola e Contrada Mezzanotte che da tempo auspicavano la chiusura di questo capitolo».

L’ampliamento della discarica per ulteriori 650mila metri cubi fu stabilito nel 2005 dalla giunta Chiodi, che per quell’intervento aveva una copertura economica di 700mila euro. All’epoca Chiodi superò prima un contenzioso con la Regione che, su impulso di una direttiva della Provincia, revocò l’ampliamento. Poi sopraggiunse a febbraio 2006 il crollo della discarica e il ricorso a Tar del comitato, che diede ragione ai ricorrenti in base a una valutazione di impatto ambientale che in sostanza bocciava l’ampliamento. Fu poi il commissario Leopoldo Di Mattia a proporre il ricorso in appello al Consiglio di Stato che adesso il sindaco Brucchi ha deciso di lasciar decadere.

«Si chiude così definitivamente questo capitolo anche se il problema dei circa 600mila euro all’anno che il Comune spende per lo smaltimento del percolato resta sul groppone della collettività», ha detto il sindaco, «l’onorevole Paolo Tancredi ha chiesto lo stanziamento di tre milioni di euro per la chiusura definitiva del sito e confido che entro giugno potremo avere una risposta in tal senso. Contestualmente», ha concluso Brucchi, «mi sto muovendo anche con il presidente D’Alfonso per avere il supporto della Regione dopo che l’Arta ha intimato al Comune di Teramo di chiudere definitivamente quel sito, dal momento che come ente non abbiamo la capacità economica per provvedere da soli».

Marianna De Troia

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