Malati da trasportare, ingresso vietato

Al Mazzini non riesce a entrare nemmeno la barella: il parcheggio selvaggio blocca la porta che devono usare i volontari
TERAMO. Nuovo assetto del pronto soccorso, un grosso passo avanti. Ma c’è urgente necessità, a sentire i volontari del soccorso, di una messa a punto per alcune conseguenze causate dai nuovi percorsi. Il riferimento è al fatto che adesso il pronto soccorso non è più usato come accesso secondario in ospedale. Un utilizzo improprio che creava confusione e mancanza di riservatezza, da qui la decisione del primario Rita Rossi.
Però c’è bisogno che la direzione sanitaria metta a punto l’ingresso alternativo per i cosiddetti “trasporti programmati”. A spiegare il problema, comune a tutte le associazioni, è Donato Ciaffoni, direttore tecnico di Farnese soccorso. Ciaffoni racconta quanto accaduto ieri mattina all’ingresso alternativo, quello laterale, dell’ex lavanderia. I problemi sono sostanzialmente due, connessi. «Di mattina ci sono una serie di furgoni parcheggiati proprio davanti all’ingresso, ieri non siamo nemmeno riusciti a far passare la barella», racconta Ciaffoni, «Dovevamo prendere un paziente in neurologia e portarlo alla Rsa di Casalena. Allora abbiamo fatto il giro e siamo andati al pronto soccorso. Ma la guardia giurata ci ha fermati e ha chiamato il medico, che alla fine ha capito il problema e ci ha fatto entrare in via straordinaria». Collegato a questo aspetto c’è il problema dei parcheggi: «la direzione sanitaria non si è preoccupata di pensare a dove parcheggiare ambulanze per “scaricare” un malato o per andarlo a prendere. Soprattutto di mattina la situazione è drammatica. Ma poco più in là c'è uno spazio, chiuso con una sbarra, in cui parcheggiano le auto i dipendenti della Global service. Si potrebbe usare anche per le ambulanze, lo spazio c’è. Fare questo lavoro è difficile, ma così è impossibile: siamo riusciti a trasportare il paziente con due ore di ritardo. Se continua così dovremo rinunciare a questo tipo di trasporti. E' un problema che va risolto in breve tempo, anche a tutela dei pazienti: se non c’è l’ambulanza vicino all’ingresso dobbiamo portarli in barella all’aperto, sotto alle intemperie. Almeno un vigilantes potrebbe essere messo al nuovo ingresso per evitare che la gente vada a parcheggiare abusivamente proprio lì».
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