Malati per giorni in pronto soccorso

Sant’Omero, per carenza di posti nel reparto di medicina pazienti lasciati sulle barelle: un parente denuncia la Asl
SANT’OMERO. Per giorni parcheggiati nell’astanteria del pronto soccorso nella speranza di un posto letto nel reparto di medicina che, in qualche caso, non è arrivato. E poi barelle che non giungono al pronto soccorso nonostante da mesi siano state richieste alla Asl. Così quelli più fortunati sono stati fatti distendere su quelle “claudicanti” in dotazione al pronto soccorso, oppure su altre prese in prestito o sulle lettighe delle “Croci”. Sedie disponibili, in alternativa, neppure c’erano. A qualche paziente, a cui è stato detto che non c’era un posto letto in nessuno dei quattro presidi, è stato suggerito addirittura di accettare il ricovero a Castel di Sangro, a 200 chilometri da qui fra le montagne del parco nazionale d’Abruzzo. E non sono fantasie perché questo qualcuno (o per meglio dire un suo familiare) ha presentato denuncia ai carabinieri di Nereto.
Situazione da “Striscia la Notizia” al Val Vibrata di Sant’Omero quella vissuta da diverse persone alcuni giorni fa quando uomini e donne, che hanno fatto ricorso alle cure mediche del pronto soccorso, sono stati assistiti per alcuni giorni in astanteria, parcheggiati in qualche angolo. La cronica carenza di personale e di posti letto (medicina è sovraffollata da giorni) disegna la malasanità dell’ospedale di frontiera. Il paradosso è che a medicina, due piani sopra il pronto soccorso, si scoppia e i più penalizzati sono gli anziani. Chiusa geriatria ormai da qualche anno, da queste parti ci sarebbero spazi per allestire posti letto bis ma non è possibile. Restano vuoti nonostante la domanda di assistenza territoriale. Ma i politici locali e regionali lo sanno? E che fanno? Eppure il problema è ciclico.
Alex De Palo
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