Maltrattamenti in comunità: a processo tre educatrici

TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità, Almeno quella giudiziaria. Così ha disposto il gup Lorenzo Prudenzano che nell’udienza di ieri ha rinviato a giudizio tre educatrici di una comunità...
TERAMO. Sarà un processo ad accertare la verità, Almeno quella giudiziaria. Così ha disposto il gup Lorenzo Prudenzano che nell’udienza di ieri ha rinviato a giudizio tre educatrici di una comunità teramana per minori. Le accuse sono quelle di maltrattamenti psicologici nei confronti di due fratelli di 8 e 16 anni che all’epoca erano ospiti. Il più piccolo, che oggi ha 11 anni, ieri è stato sentito nel corso di un incidente probatorio. Per il più grande una perizia ha stabilito che non è grado di testimoniare. I familiari dei minori si sono costituiti parte civile. L’incidente probatorio, nelle inchieste che coinvolgono minori, rappresenta un passaggio giuridico fondamentale così come stabilito dalla Carta di Noto che ormai da tempo detta le linee guida per l’esame dei minorenni. Un istituto indispensabile per la Carta che individua e descrive protocolli da seguire in relazione all’esame del minore che si ipotizzi vittima di reati e che all’articolo 7 recita: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento» L’inchiesta del pm Francesca Zani è scattata dopo la segnalazione di alcuni familiari dei ragazzi. Si tratta, in particolare, di adolescenti che vengono ospitati su disposizione di provvedimenti emessi dal tribunale dei minori e che, in alcune occasioni, riguardano periodi di allontanamento dal nucleo familiare. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Gianfranco Di Marcello e Cristian Schicchi.(d.p.)

