Mamma suicida, la Procura chiede il processo per il marito

L’uomo indagato per maltrattamenti. L’accusa: «Convivenza familiare insostenibile e dolorosa» Il gesto estremo della donna un anno dopo quello della sorella ex olimpionica di maratona
TERAMO. Maltrattamenti psicologici continui che per la Procura avrebbero portato la donna al gesto estremo del suicidio. È con una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del marito indagato per maltrattamenti che il pm Enrica Medori ha chiuso l’ inchiesta sulla morte di Simona Viceconte, la 45enne teramana che a febbraio dell’anno scorso si tolse la vita nella sua abitazione come 12 mesi prima aveva fatto la sorella Maura, ex olimpionica di maratona e di fondo.
Il pm non ha contestato né l’istigazione al suicidio né la morte come conseguenza di altro reato, ma una circostanza aggravante del reato di maltrattamenti (si ipotizzano solo psicologici) che sarebbero avvenuti nell’ambito di un rapporto di coppia ormai finito visto che i due si stavano separando e che, secondo l’accusa, avrebbero potuto in qualche modo aggravare la condizione di particolare fragilità emotiva che la vittima stava attraversando in quel particolare momento della sua vita. «Portava la donna», si legge nel capo d’imputazione, «ad una esasperazione crescente fino a prospettarle quale unica via d’uscita la separazione, non voluta dalla Viceconte, minacciandola di toglierle tutto, la casa e le figlie, facendola vivere nel terrore, dicendole testualmente che la loro separazione sarebbe stata “un bagno di sangue”, arrivando a filmarla durante una lite avvenuta alla presenza delle figlie minori e dicendole che avrebbe fatto visionare tale video al giudice in tribunale». E ancora sempre nel capo d’imputazione: «Continuava imperterrito nel comportamento sopra descritto anche dopo essersi accorto della grande vulnerabilità della donna che, nei primi giorni di febbraio, provava a suicidarsi nel salone di casa».
E così conclude il pm nel capo d’imputazione: «Tali condotte rendevano la convivenza familiare abitualmente insostenibile e dolorosa lasciando la Viceconte sola e affranta fino a farla sprofondare nel baratro assoluto della depressione certa che a seguito della separazione avrebbe perso le figlie che tanto amava, così portando la moglie all’estremo gesto del suicidio, evento che sebbene non voluto, doveva ritenersi, anche a fronte del tentativo di pochi giorni prima, assolutamente prevedibile in concreto». L’uomo ha sempre respinto ogni accusa. Nel corso delle indagini il pm ha chiesto ed ottenuto l’incidente probatorio per cristallizzare le testimonianze delle due figlie minorenni della coppia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

