Mamma suicida, la Procura chiude l’inchiesta sul marito

TERAMO. La Procura ha chiuso l’ inchiesta sulla morte di Simona Viceconte, la 45enne teramana che a febbraio dell’anno scorso si tolse la vita nella sua abitazione come 12 mesi prima aveva fatto la...
TERAMO. La Procura ha chiuso l’ inchiesta sulla morte di Simona Viceconte, la 45enne teramana che a febbraio dell’anno scorso si tolse la vita nella sua abitazione come 12 mesi prima aveva fatto la sorella Maura, ex olimpionica di maratona e di fondo. Un’inchiesta in cui la Procura teramana ha indagato il marito della donna per maltrattamenti. Il pm non ha contestato né l’istigazione al suicidio né la morte come conseguenza di altro reato, ma una circostanza aggravante del reato di maltrattamenti (chiaramente si ipotizzano solo psicologici) che sarebbero avvenuti nell’ambito di un rapporto di coppia ormai finito visto che i due si stavano separando e che, secondo l’accusa, avrebbero potuto in qualche modo aggravare la condizione di particolare fragilità emotiva che la vittima stava attraversando in quel particolare momento della sua vita. Con un avviso di garanzia all’uomo che all’epoca ha rappresentato un atto dovuto in presenza di un esame irripetibile come, appunto, è sempre un’autopsia. Successivamente la stessa Procura (pm titolare del fascicolo Enrica Medori) ha chiesto ed ottenuto dal gip Roberto Veneziano l’incidente probatorio per cristallizzarele testimonianze delle due figlie minorenni della coppia. Con l’obiettivo di ricostruire e capire sentendo chi c’era, per fare chiarezza tra le tantissime voci che si sono levate su una drammatica vicenda. Incidente probatorio che, alla presenza di psicologi così come previsto, si è svolto a dicembre. E proprio in seguito a questo passaggio, molto probabilmente, c’è stato l’avviso di conclusione delle indagini. Ora trascorsi venti giorni la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o fare richiesta di archiviazione.(d.p.)
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