Mani, le malattie segrete dei grandi

11 Dicembre 2014

Convegno su chirurgia e aneddoti legati a Rembrandt, Paganini e papa Wojtyla

GIULIANOVA. “Il magico mondo delle mani” è il tema di un convegno, a metà fra scienza e cultura, che si è tenuto al Kursaal. L’incontro, organizzato nell’ambito dei “venerdì della prevenzione” organizzati dal gruppo medico di Claudio D’Archivio, ha avuto come relatori gli specialisti dell’”Hand team” che fa capo al microchirurgo ortopedico Vincent Mazzone.

I quattro specialisti hanno avuto un approccio globale alle patologie della mano, trattando del ruolo che ha nella vita quotidiana a partire dalla comunicazione, in gran parte fatta di gesti. Sono stati molti i richiami culturali al ruolo della mano, legata strettamente alla stessa esistenza dell’uomo. Non a caso Darwin fu il primo a far notare che grazie alla capacità di opporre il pollice alle altre dita, l’uomo è riuscito a differenziarsi dagli altri primati e ad avere un ruolo predominante in natura. Molte le curiosità illustrate da Mazzone alla folta platea. Il chirurgo ha fatto notare come nel famoso dipinto di Rembrandt “Lezione di anatomia” ci sia un errore: i cerusici mostrano un tendine che dovrebbe essere il flessore superficiale delle dita mentre è il flessore profondo. E ancora: Plino il vecchio racconta che gli antichi romani infliggevano una ferita ai prigionieri proprio sotto il polso: «serviva a tagliare il nervo mediano, impedendo loro di opporre il pollice in modo da non far tenere loro in pugno la spada».

E poi Paganini «era uno strepitoso suonatore di violino anche perchè aveva una malattia rara, la sindrome di Marfan, che rende le dita lughissime e sensibili». Un’altra spigolatura riguarda papa Giovanni Paolo II, che dopo secoli ha ripreso a benedire con tutta la mano, anzichè con le sole prime tre dita. «Ha ripreso il modo originario di dare la benedizione, da un certo punto della storia in poi, anche nei dipinti, i papi hanno iniziato a impartirla con tre dita probabilmente perchè il primo che l’ha fatto era malato della sindrome di Depuytren, che fa piegare le ultime due dita della mano. Tutti gli altri si sono adeguati».

Mazzone – e poi il suo collaboratore Federico Terribile – ha parlato anche degli aspetti clinici delle patologie della mano, fino alle protesi. A questo riguardo da un paio d’anni c’è una mano bionica che “sente” e invia gli input al cervello, consentendo di afferrare con facilità anche oggetti fragili. Nell’approccio multidisciplinare un ruolo importante hanno il fisioterapista (di cui ha parlato Francesca Simone) e lo psicologo. «La comunicazione verbale rappresenta solo il 7%di tutta la comunicazione: nel resto la mano ha un ruolo basilare: spesso gesticoliamo per avvalorare quel che stiamo dicendo», ha spiegato la psicologa Letizia Silvestrini. (a.f.)