Manola: il caso Lucantoni è da autorità anti-corruzione

29 Giugno 2014

TERAMO. Secondo Manola Di Pasquale il secondo mandato Brucchi «è iniziato con il rischio di una crisi politica» e «la stentatissima elezione del presidente del consiglio Milton Di Sabatino ripescato...

TERAMO. Secondo Manola Di Pasquale il secondo mandato Brucchi «è iniziato con il rischio di una crisi politica» e «la stentatissima elezione del presidente del consiglio Milton Di Sabatino ripescato dai meandri della Prima Repubblica» ha mostrato «tutte le fragilità politiche di una squadra che si tiene assieme solo grazie ad una precaria architettura spartitoria di poltrone tra correnti e sottocorrenti.Nella formazione della giunta l'unico metodo utilizzato è stato quello di rispondere ai desideri dei capi bastone; non si sono invece valutati i problemi veri della città». Di Pasquale sottolinea poi il caso di Francesca Lucantoni, ovvero «la conflittualità rappresentata dalla delega conferita alla figlia del capo dipartimento della Asl, diretto superiore del sindaco Brucchi». Il caso, dice Manola, «sarà portata all'attenzione del dirigente Asl e della Civit (l’autorità nazionale anticorruzione, ndr) affinchè sia valutata l'adozione di opportune misure volte a superare l'evidente promiscuità di interessi in gioco».

I due consiglieri del Movimento 5 Stelle parlano invece del primo consiglio come di «un primo viaggio nell'intrigo, nella menzogna, nell'insensatezza e nell'arbitrio». Parlano di «un sindaco che non si degna di delineare, nemmeno per sommi capi, quale indirizzo intenda dare al suo governo, nonostante ciò sia espressamente previsto dal regolamento consiliare», e di molte altre presunte irregolarità.