Manutenzioni a rischio in tre ospedali

21 Maggio 2019

Nuovi ritardi nei pagamenti degli stipendi della Modus. La Fiom Cgil: «La Asl affronti il problema»

TERAMO. Futuro sempre più incerto per le manutenzioni negli ospedali di Teramo, Atri e Giulianova, appalto gestito dalla Modus Fm.
La Fiom Cgil ad aprile chiese alla Asl di farsi carico della soluzione dei problemi, uno fra questi il ritardo nel pagamento degli stipendi per una trentina di lavoratori. «Per tutta risposta la Asl, tramite il direttore amministrativo», osserva Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «oltre ad aver minimizzato (considerando accettabile un mese di ritardo negli stipendi) ha consigliato ai dipendenti, in caso di problemi, di rivolgersi direttamente alla Asl. In quest’ottica oggi è stata inviata una nuova richiesta di incontro alla Asl per affrontare, insieme a Modus e al Consorzio Nazionale dei Servizi (la struttura nazionale che si è aggiudicata l’appalto poi “girato” a Modus Fm), le questioni aperte. Si è verificato, infatti, che parte dello stipendio di marzo sia stato erogato direttamente dal Cns che si è surrogata alla Modus, in crisi di liquidità, e medesima soluzione si dovrebbe adottare per lo stipendio di aprile a oggi non pagato. Tutto ciò, oltre a dipingere una quadro ben più preoccupante di quanto la Asl voglia far credere, sta causando problemi ai lavoratori nell’immediato e apre inquietanti interrogativi per il futuro».
Da un lato, infatti, i lavoratori devono ancora percepire da Modus il saldo di assegni familiari e rimborsi di marzo, ma il fatto che gli stipendi vengano in parte pagati dalla Modus e dal Cns «sebbene dia un po’ di respiro ai lavoratori che almeno riescono a prendere parte degli stipendi, determina ulteriori difficoltà: saranno infatti emessi, per il 2019, due Cud ed i lavoratori si ritroveranno, con la dichiarazione dei redditi del prossimo anno, a dover conguagliare bonus fiscali ed imposte».
Per D’Ignazio è indispensabile che la Asl trovi una soluzione, condivisa con sindacati e lavoratori, «per gestire un’eventuale uscita di Modus dall’appalto. Se non dovesse riuscire a superare le attuali difficoltà, infatti, il Cns potrebbe sostituirla con un’altra azienda consorziata e in quel caso non è chiaro cosa accadrebbe al personale impiegato: verrebbero tutti riassorbiti e con quale modalità? Chi si farebbe carico delle competenze maturate fino ad oggi come Tfr e previdenza integrativa?». A questi, e altri interrogativi se ne somma un altro: «Si rischierebbe di lasciare ospedali e strutture sanitarie senza manutenzione idraulica, elettrica ed edile?».