Marco morto sull’Himalaya, ora è a casa

La famiglia Di Marcello è rientrata ieri dal Nepal con le ceneri del biologo 37enne travolto da una valanga sullo Yalung Ri
CASTELLALTO. Si è concluso ieri il doloroso viaggio della famiglia di Marco Di Marcello, recatasi nei giorni scorsi a Kathmandu, in Nepal, per il riconoscimento della salma del biologo e alpinista di Villa Zaccheo di Castellalto. La mamma Antonietta, la moglie Marzia e il fratello Gianni sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino e da lì si sono diretti verso casa, portando con loro le ceneri del 37enne travolto da una valanga nel novembre scorso e il cui corpo è stato rinvenuto due settimane fa nella zona dello Yalung Ri. Prima del rientro in Italia, si è tenuto in Nepal un momento di raccoglimento in suo ricordo organizzato dall'amico di sempre Phurba Tenjing, spesso al fianco di Marco nelle varie spedizioni e sherpa dell’agenzia "Dreamers Destination Treks and Expedition".
Nei prossimi giorni la famiglia deciderà se organizzare una cerimonia di addio anche in Italia e con quali modalità. Dal primo momento della tragedia Castellalto si è stretta ai familiari, così come la sezione di Teramo dell'associazione nazionale polizia di Stato: il presidente Giuseppe Calandrini, amico di famiglia, ha avviato nei giorni scorsi sulla piattaforma "Gofundme" una raccolta fondi che ha raggiunto i 14mila euro. I parenti del 37enne, infatti, hanno lamentato di aver affrontato economicamente da soli il viaggio verso il Nepal, sottolineando di essere stati lasciati soli dalle autorità nazionali. Il 3 novembre scorso la valanga travolse gli alpinisti sui versanti inferiori della vetta Yalung Ri, alta 5.630 metri, vicino al confine tra Nepal e Tibet.
Della stessa missione facevano parte altri tre italiani, i cui corpi erano già stati recuperati: Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco, ex vicesindaco di Fara San Martino. La spedizione era diretta verso il Dolma Khang, nell'Himalaya. Per giorni, dopo la valanga, si è sperato in un miracolo per Di Marcello e gli altri alpinisti travolti, perché il sistema gps che aveva con sé il 37enne tracciava presunti movimenti nell'area interessata. Le speranze sono poi svanite con il passare dei giorni. La salma di Di Marcello è stata rinvenuta insieme a quelle di altri quattro alpinisti, tra cui l'altro italiano Markus Kirchler. La famiglia è poi partita verso il Nepal per il riconoscimento ufficiale e per riportare a casa Marco.
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