Marconi torna in aula dopo l’incidente

17 Febbraio 2015

L’avvocato è il difensore di alcuni imputati nel processo “Alba Orientale”: ieri le prime arringhe

TERAMO. Visibilmente provato, ma rigoroso e puntuale come sempre nella sua arringa difensiva: l’avvocato Guglielmo Marconi è tornato in tribunale. A un mese e mezzo dal drammatico incidente stradale in cui la moglie è morta e lui è rimasto ferito, il penalista teramano è rientrato in un’aula di giustizia come difensore di alcuni imputati nel processo per la cosiddetta “Alba orientale”, l’operazione che nel 2009 aveva portato in carcere 45 persone tra cinesi ed italiani accusati di favorire l’ingresso illegale di cittadini cinesi sfruttando la normativa sui ricongiungimenti familiari. Dopo la requisitoria del pm Andrea De Feis, ieri è stata la volta delle arringhe dei difensori che proseguiranno anche nell’udienza del 2 marzo. De Feis ha chiesto pene per 112 anni. Per il vigile urbano del Comune di Alba Massimo Ritrecina il pm ha chiesto la pena più alta: cinque anni di reclusione e una multa di 27mila euro. Insieme a Ritrecina, a rischiare la condanna il professionista Walter Catini, per il quale sono stati chiesti 2 anni e 9 mesi e 22mila euro di multa, i proprietari degli appartamenti affittati Anna Tortù, Splendore De Flavis, Gino Bruni, Giuliana Esposito, Ester Saraceni Gonzales, per i quali sono stati chiesti 3 anni e due mesi di reclusione e una multa di 22mila euro, Miriam Bacà e Giulia Giansalvo per le quali la pena richiesta è di 3 anni e 2 mesi di reclusione e 11mila euro di multa. La procura ha chiesto la condanna anche per quasi tutti i cinesi coinvolti, con pene che vanno da 2 anni e 10 mesi a 3 mesi per i protagonisti delle richieste di ricongiungimento e due anni di reclusione per i datori di lavoro, fino ad arrivare a 3 anni e 8 mesi per gli intermediari. De Feis ha chiesto l’ assoluzione per altri locatari tra cui Pierluigi Marziale, l'ex assessore di Alba finito nell'inchiesta come privato per aver affittato un appartamento ad un cinese, per il commercialista Giuliano Boffi (marito di Giovanna Di Lorenzo, ritenuta la regista dell'operazione e che ha già patteggiato in precedenza), per Marzia Di Lorenzo, Lina Tortù e dieci cittadini cinesi.(d.p.)

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