Marcozzi (Api): «È stato un errore dire no alla funivia per l’università»

29 Gennaio 2017

TERAMO. «Perché no alla funivia?». A porre la domanda in una lettera aperta indirizzata al rettore Luciano D'Amico è il presidente provinciale dell'Api (Associazione piccole e medie imprese) Alfonso...

TERAMO. «Perché no alla funivia?». A porre la domanda in una lettera aperta indirizzata al rettore Luciano D'Amico è il presidente provinciale dell'Api (Associazione piccole e medie imprese) Alfonso Marcozzi. Secondo lui la comunità teramana non ha avuto l'opportunità di conoscere direttamente il progetto che, poco prima di Natale, è stato rigettato dal consiglio comunale cancellandolo di fatto dal Masterplan messo a punto dalla Regione. «Non si può dire no senza spiegare quali alternative sono la soluzione al problema del collegamento dell'università con la città», sottolinea il rappresentante dei piccoli imprenditori. «Questa opportunità in termini di progettualità, di risorse finanziarie, di accelerazione amministrativa e d'innovazione era anche l'occasione per rilanciare l'immagine di una città». Marcozzi sottolinea che l'amministrazione avrebbe dovuto calare le sue priorità in quell'intervento anziché rifiutarlo. «Valeva forse la pena, invece di mettersi alla testa del progetto», osserva il presidente dell’Api, «almeno di guardarci dentro e sperimentarne tutte le potenzialità, di battersi per farne un proprio progetto e non quello del no a priori». La funivia, a detta di Marcozzi, rappresenta una soluzione innovativa, ecosostenbile, economica, di rapida realizzazione. Per questo Marcozzi invita D'Amico a riportare il progetto all'attenzione della cittadinanza. "Non possiamo essere ricattati da chi, forse per giochi di potere pone il veto a un'idea intelligente». (g.d.m.)