Mare inquinato, le parti civili salgono a 22

Via al processo per il malfunzionamento dei depuratori sul Vibrata, imputati gli ex vertici del Ruzzo
TERAMO. Si allunga l’elenco delle parti civili nel processo per il mal funzionamento di sei depuratori che, secondo l’accusa, a partire dal 2007 avrebbero riversato sostanze inquinanti nel torrente Vibrata e, di conseguenza, nel tratto di mare davanti ad Alba Adriatica. Lo ha deciso il giudice Flavio Conciatori che ieri mattina ha ammesso altri 5 genitori di bambini che nell’estate del 2010 finirono in ospedale per enteriti o gastroenteriti dopo aver fatto il bagno nel mare inquinato. Il giudice, inoltre, ha ammesso anche il consorzio turistico Costa dei Parchi che si aggiunge all’elenco di altre associazioni di operatori turistici, albergatori e Comuni per un totale di 22. Gli imputati sono l'ex presidente della Ruzzo Reti Giacomo Di Pietro e altre cinque persone che all'epoca rivestivano ruoli dirigenziali, soprattutto nell'area tecnica, all'interno di Ruzzo e della controllata Spt: Gian Mario Fabbi, Domenico Giambuzzi, Enrico Maria Giuseppe Bisanzio, Alfonso Cuccodrillo, Domenico De Flavis. Le accuse, tutte da provare nel corso del dibattimento che inizierà il 5 aprile, sono pesanti: si va dal disastro ambientale all’epidemia colposa fino alle lesioni. Ed è sulla base di consulenze, atti e analisi (soprattutto le molteplici fatte all’epoca) che il pm Laura Colica, il magistrato titolare del fascicolo, ha ipotizzato un nesso tra le enteriti, l’inquinamento del mare e il funzionamento dei depuratori di Villa Rosa, Alba Adriatica, Sant’Omero, Sant’Egidio, Nereto e Corropoli all’epoca gestiti dalla Ruzzo reti. Sono 229 i casi raccolti dalla procura con un lavoro certosino fatto tra turisti sparsi in tutta Italia, soprattutto genitori, che in quell’estate del 2010 riversarono rabbia e indignazione in decine di esposti. La prossima udienza è fissata per il 28 giugno con l’esame di altre eccezioni già preannunciate dai difensori.(d.p.)
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