Maretta nel Pd, Carusi abbandona
L’ex capogruppo: la sconfitta elettorale è colpa dei dirigenti
TORTORETO. Volano gli stracci nel Pd di Tortoreto dopo la cocente disfatta delle elezioni comunali di fine maggio. L’ex consigliere di opposizione Nico Carusi se ne va dal partito e polemizza: «Si è preferito scegliere e poi imporre una strategia priva di coraggio, che è naufragata in una sconfitta senza appelli e senza attenuanti. Lascio il Pd senza esitazione, per evidenti divergenze di vedute con la dirigenza e con i vertici locali che non hanno saputo tutelare un lavoro svolto con coscienza e passione da chi interessi personali e nascosti non ne ha mai avuti».
Da capogruppo di opposizione in consiglio comunale, Carusi si era reso protagonista di tante battaglie, a volte durissime, contro l’ex amministrazione del sindaco Gino Monti. Prima delle elezioni aveva chiesto invano le primarie di coalizione e si era reso disponibile a candidarsi a sindaco.
Ma dopo le polemiche e persino la minaccia di dare vita ad una lista alternativa, lui stesso si era allineato al partito, accettando la candidatura di Flaminio Lombi e partecipando con lui alla competizione elettorale, non riuscendo però a rientrare nel nuovo consiglio comunale.
A consumare ora lo strappo definitivo con il partito, l’ultima riunione politica dei giorni scorsi, in cui il Pd di Tortoreto ha analizzato la sconfitta. Dice Carusi: «Per il segretario Mauro Di Bonaventura ed il consigliere Mauro Postuma, la sconfitta è da imputare al fatto di non averci creduto abbastanza e che l’opposizione ha sbagliato strategia. A mio avviso sarebbe stato onesto e costruttivo un esame di coscienza ed un’analisi critica più obiettiva da parte dei dirigenti del Pd tortoretano, ancora in carica, che hanno voluto fermamente un progetto che è fallito. I cittadini sono rimasti delusi dalla scelta e da come sia maturata la candidatura a sindaco, perché si aspettavano un seguito a quanto era stato fatto dal gruppo consiliare. Ammetto che qualche battaglia di opposizione avrebbe richiesto toni più pacati. Ma affermare che la cittadinanza volesse come candidato Lombi, non si è rivelata analisi corretta. Ritengo gravi le lacune e le mancanze del segretario Di Bonaventura, al quale attribuisco la maggior parte delle responsabilità».
Luca Tomassoni
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