Mariani: al Mazzini non è andata affatto bene

30 Aprile 2020

E dopo la visita del governatore Marsilio il Pd teramano chiede chiarimenti sui fondi 

TERAMO. L’ospedale di Teramo al tempo del Covid continua ad essere fonte di polemiche politiche. Rinfocolate dopo recente visita del governatore Marco Marsilio che ha difeso la struttura sostenendo che non è stato un focolaio. Dello stesso avviso il consigliere regionale della Lega Antonio Di Gianvittorio che, dopo preso parte alla visita con Marsilio, ha scritto: «E’ stato avvilente assistere alla polemica politica che qualcuno ha imbandito sull’ospedale di Teramo facendolo passare come focolaio che ha infestato la città quando, invece, è proprio grazie a questo presidio che si è evitato il peggio nel capoluogo e in tutta la provincia. I contagi che si sono verificati sono da attribuirsi quasi interamente alla natura subdola di questo virus che è fortemente contagioso. E’ evidente che incidenti si sono verificati, ma guardando i numeri e la natura dei contagi sono sicuramente da attribuirsi alla possibilità del caso e non alla negligenza di chi aveva il dovere di rendere sicura la struttura».
A Di Gianvittorio risponde il consigliere regionale di “Abruzzo in comune” Sandro Mariani. «Quando l'11 marzo il presidente del Consiglio Conte ha annunciato il lock down la Asl di Teramo contava 8 casi di positività», scrive, «sin dall'inizio il comitato scientifico, che supporta il governo nazionale, e lo stesso presidente del consiglio hanno evidenziato la necessità di seguire scrupolosamente le restrizioni e le misure di sicurezza, chiedendo rigidi protocolli proprio per evitare che i positivi, tanti asintomatici, potessero altrimenti infettare tanti altri provocando situazioni drammatiche. Nei giorni successivi all'11 marzo l’ospedale Mazzini di Teramo è stato costretto a chiudere, uno dietro l'altro, ben 4 reparti e il numero dei contagi tra medici, infermieri, operatori sanitari e pazienti ha conosciuto un’impennata a dir poco anomala. La Regione ha rifiutato sia la proposta di commissariamento o affiancamento sia la condivisione di una cabina di regia, accumulando errori e ritardi. Di Gianvittorio farebbe bene ad occuparsi di ciò che gli compete in Regione, avanzando proposte utili alla sanità della provincia di Teramo».
Sull’ospedale cittadino interviene anche Massimo Speca, il coordinatore dell’Unione comunale di Teramo del Pd, che scrive: «Per quanto riguarda i finanziamenti da destinare al nosocomio teramano, il nostro governatore ha dichiarato che ha ottenuto 40 milioni di euro di fondi per l’antisismica, da destinare a Teramo, che potranno essere spesi per migliorare la struttura del Mazzini o per finanziare la costruzione di un nuovo ospedale. Probabilmente, preso dall’emozione data dal visitare una struttura mai vista fino ad oggi, Marsilio ha dimenticato di dire che sul nosocomio teramano ci sono ben 120 milioni di euro (e non solo i 40 citati), che attendono di essere sbloccati, a seguito dell’approvazione della rete ospedaliera. È stata una dimenticanza», chiede Speca, «oppure i restanti 80 milioni che la giunta precedente aveva destinato per l’edilizia sanitaria a Teramo, sono scomparsi?»
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