Mariani: io commissario del Pd Di Pasquale: fa tutto da solo

2 Giugno 2017

Botta e risposta sull’unione comunale di Teramo. L’ala ginobliana dà per fatto il commissariamento e quella dalfonsiana replica: «Si deve andare a congresso, contiamoci democraticamente»

TERAMO. Assume connotati surreali la lotta interna tra correnti nel Partito democratico teramano. Secondo il capogruppo in Regione Sandro Mariani, referente dell’area legata al deputato Tommaso Ginoble, il partito a livello regionale avrebbe avviato la procedura di commissariamento dell’unione comunale di Teramo con la benedizione del segretario provinciale Gabriele Minosse, ginobliano di ferro, che avrebbe indicato lo stesso Mariani come commissario. Secondo Manola Di Pasquale, uno dei principali esponenti dell’ala “dalfonsiana” di cui fanno parte anche Luciano Monticelli e Dino Pepe, non ci sarebbe alcun commissariamento in arrivo. Minosse e Mariani lo avrebbero chiesto, sì, ma la partita sarebbe tutta da giocare.
Mariani, ai microfoni di Teleponte, ieri ha attribuito la decisione di chiedere il commissariamento al segretario provinciale Minosse e sul fatto che sarebbe lui ad assumere questo ruolo ha detto: «È il momento che i principali esponenti del partito si facciano avanti. E io sono il capogruppo regionale e il più votato nella città capoluogo. Una città capoluogo che ha bisogno di messaggi chiari e di un’alternativa»,
Manola Di Pasquale ha commentato: «Mariani fa tutto da solo, non si capisce perché. Il problema dell’unione comunale è molto semplice: il segretario non c’è più perché si è dimesso Maurizio Angelotti, ma può essere rieletto fino a scadenza convocando l’assemblea degli iscritti. Oppure si indice un congresso anticipato e si ripristinano gli organismi democratici. Questa è l’unica discussione che c’è oggi. Dopo le dimissioni di Angelotti non è stato fatto niente, ora viene fuori Minosse che dice: commissariamo. È evidente l’intento di occupare l’unione comunale più che di rilanciarne l’azione politica, che è la questione cruciale. Perché attualmente, senza segretario, non si riesce a fare attività politica».
La presidente dello Zooprofilattico fa notare che «il quadro nel partito provinciale è cambiato, non ci sono più bersaniani e renziani ma ora siamo quasi tutti renziani e nell’area renziana c’è una parte del partito molto importante che non ci sta più a non essere considerata dalla parte maggioritaria. Noi vogliamo il congresso per contarci democraticamente, e questa fase congressuale basata sui programmi potrebbe essere gestita da un organismo commissariale plurale nel quale siano rappresentate le tre anime del partito: le due ali renziane e la parte legata a Orlando».
Alla segreteria regionale l’arduo compito di trovare una mediazione.(d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.