Mariani (Pd): è vergognoso allungare così l’agonia

16 Giugno 2016

TERAMO. Dalle prove di dialogo con vista sulle prossime elezioni allo scontro sui conti del Comune. Il capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani e Alfonso "Dodo" Di Sabatino Martina, fondatore del...

TERAMO. Dalle prove di dialogo con vista sulle prossime elezioni allo scontro sui conti del Comune. Il capogruppo regionale del Pd Sandro Mariani e Alfonso "Dodo" Di Sabatino Martina, fondatore del gruppo civico "Teramo soprattutto", si ritrovano sul fronte opposto dello schieramento politico. spinti dalla difformità di giudizio sul bilancio di previsione approvato nella seduta consiliare di martedì.

«Teramo merita di più che la sola sopravvivenza, peraltro stentata, dell'amministrazione che la governa, o meglio che dovrebbe governarla», attacca Mariani, secondo cui «è vergognoso» che il documento contabile sia varato a maggioranza «quando è un voto a fare la differenza, quando sono in diciassette coloro che per misericordia o propri interessi o ormai inutile senso di fedeltà, allungano l'agonia». Va ancora peggio, a detta del capogruppo regionale, se si considera che il provvedimento manca di "narrazione", di visione e di strategie per il capoluogo. «Un bilancio sempre e solo teso a "salvare" un pezzo», insiste Mariani, «un altro pezzo, un pezzo piccolissimo di tre o quattro settori, non è un bilancio». Non è tale se non dà risposte ai parcheggiatori della Tercoop che martedì hanno protestato in aula. «Un bilancio vero», sottolinea il capogruppo dem, «tende a risolvere nel giro di poco, nonostante le indubbie difficoltà comuni a tutte le amministrazioni, le condizioni di donne e uomini e ragazzi con difficoltà gravi fisiche, o psichiche, o economiche». Secondo Mariani, però, «con questa giunta, questa maggioranza composta da persone che non condividono una sola idea, un solo progetto, non è possibile fare altro che provare rabbia, vergogna». Il capogruppo regionale auspica per Teramo un vero «piano di rilancio», ma intanto invita Brucchi e gli alleati a guardare in alto: «Continuare solo a pensare di evitare le trappole degli amici/nemici abitua a tenere gli occhi a terra e per uccidere la democrazia e la vita di una città è più che sufficiente».

Di Sabatino replica partendo da una premessa di carattere personale. «Apprendo con piacere», afferma, «che Mariani si occupa di bilancio, lo conoscevo per altre peculiarità». Il consigliere ricorda, comunque, che il documento contabile «è un atto politico, a prescindere dai numeri con cui viene approvato». A fare la differenza, secondo lui, è «il fatto che l'amministrazione abbia voluto ricompattarsi su una prospettiva di rilancio che passa attraverso questo provvedimento». L'averlo approvato in diciassette non sarebbe deprecabile di per sé. «Anzi», controbatte Di Sabatino Martina, «va considerato un atto di forza da cui prendere esempio per le prossime competizioni elettorali». Secondo il fondatore di "Teramo soprattutto", tra l'altro, la maggioranza «ha retto senza affanni le dodici ore di consiglio comunale anche perché gli interventi dell'opposizione sono stati deboli, non hanno creato imbarazzo».

Di Sabatino Martina replica anche nel merito dei conti. «Che le condizioni siano critiche lo sappiamo, non deve dircelo Mariani», tiene a precisare, «ma nonostante questo l'amministrazione si è mossa con autorevolezza e coraggio». Il futuro è tracciato. «Andremo avanti», fa sapere , «a scapito di chi dopo le esperienze in comuni dimensionati ora fa l'apprendista nei capoluoghi di provincia». (g.d.m.)

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