Mariani sfida gli avversari al confronto

3 Febbraio 2018

Il candidato del centrosinistra attacca: «Parliamo di quello che abbiamo fatto e degli obiettivi, il grillino esiste davvero?»

TERAMO. C’è qualche goccia di pioggia, che nella tradizione popolare rappresenta un buon segno, a bagnare l’esordio di Sandro Mariani come candidato al parlamento. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, che corre per il collegio uninominale alla Camera, avvia ufficialmente la propria campagna in uno di quelli che definisce i suoi «uffici all’aperto»: la centrale elettrica della Cona. Non si tratta, ovviamente, di un luogo scelto a caso. «È uno dei simboli dell’impegno mio e della Regione», evidenzia, «per liberare il quartiere e la città da un obbrobrio». Non è casuale neppure la telefonata in diretta del governatore Luciano D’Alfonso, in corsa per il Senato nella lista proporzionale abruzzese allestita dai Dem, che di rientro da Bruxelles fa sapere di trovarsi proprio in quel momento a confronto con i tecnici di Enel e Terna per concretizzare il progetto di trasferimento della centrale. «La riunione è in corso», riferisce Mariani, «si stanno definendo i dettagli dell’operazione».
L’operazione per spostare fuori dalla Cona la cabina principale di distribuzione dell’energia elettrica nella zona assurge, dunque, a emblema di un impegno sul territorio che il candidato teramano rivendica come credenziale per la sua corsa verso Montecitorio. «In questi tre anni e mezzo non mi sono mai fermato, lo dimostrano i 140 chilometri annui percorsi con l’auto», fa notare, «aggredisco i problemi con ferocia e continuerò a farlo per la città capoluogo, per la provincia e per la mia regione». Mariani mette sul piatto non solo lo stacanovismo istituzionale, che l’ha portato a contatto con le problematiche del territorio di cui aspira a essere interprete nell’aula della Camera, ma anche un coinvolgimento emotivo nelle emergenze che lo scorso hanno si sono abbattute sul teramano. «Il 18 gennaio ero qui», ricorda, «ho vissuto in prima persona la paura e i gravissimi disagi seguiti al terremoto e all’eccezionale nevicata». Su risultati, abnegazione e programmi, insomma, non teme confronti con gli avversarsi che dovrà superare di almeno un voto per vincere la corsa elettorale. «i sembra giusto chiedere un confronto diretto ai miei competitor», attacca, «anche perché non ho ancora capito se il candidato dei cinquestelle è una figura astratta o una forma reale di vita».
Mariani, insomma, se la gioca puntando sulla concretezza del suo modo di fare politica e sulla riconoscibilità della sua dedizione alla comunità di cui è espressione. «Agli elettori chiedo un voto utile, per esigenze di rappresentanza», scandisce, «al di là di partiti, schieramenti e antipatie». Lui si dice pronto a metterci faccia, testa e cuore per portare a Roma le istanze della tutela dell’acqua potabile, della ricerca di un equilibrio delicato tra le falde del Gran Sasso, il traforo del Gran Sasso e i laboratori dell’istituto di fisica nucleare, della depurazione, della difesa della costa «e di tante altre questioni che vivo tutti i giorni stando in mezzo alla gente».
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