Marijuana “legale”, sequestro confermato

Il tribunale del Riesame respinge il ricorso per i quattro chili di canapa light in vendita in una tabaccheria di Roseto
ROSETO. E’ un pronunciamento del tribunale del Riesame a segnare quella che per la cronaca è diventata marijuana “legale” o canapa light dopo l’entrata in vigore della nuova normativa.
Nei giorni scorsi, infatti, i giudici teramani (collegio presieduto da Flavio Conciatori) hanno respinto il ricorso presentato per il dissequestro di decine di bustine, per un totale di quattro chili, bloccate a marzo dalla Finanza in una tabaccheria di Roseto. Per conoscere le motivazioni del provvedimento bisognerà attendere un mese, ma appare evidente che per il tribunale resta valida l’interpretazione della Procura (il pm titolare del fascicolo Davide Rosati).
La nuova legge è la 242 del 2016, introdotta per consentire la produzione di marijuana principalmente con scopi industriali o terapeutici. Ma, ripetono da mesi le forze dell’ordine, non c'è mai stata nessuna legalizzazione della marijuana. Nella normativa si fa riferimento a quella ricavata da infiorescenze femminili di canapa light sativa specificatamente selezionate perché naturalmente povere di tetraidrocannabinolo che dà gli effetti psicotropi ma ricche invece di Cbd, il cannabidiolo che non ha effetti psicoattivi. Per la normativa la marijuana “legale” deve avere un valore di Thc, il principio attivo, non superiore allo 0,2% e su questo aspetto si concentrano diverse interpretazioni della norma. Dopo il primo sequestro nella tabaccheria di Roseto la guardia di finanza ha fatto scattare un altro maxi sequestro nel Milanese dove sono stati bloccati due quintali di cannabis. E qualche settimana fa, sempre sulla costa teramana, è scattato un altro sequestro di 18 chili. Ma che ancora molto ci sia da chiarire è evidente dalla nota che il 18 gennaio ha diffuso Giovanni Risso, presidente nazionale della federazione italiana tabaccai, che ha consigliato agli associati di aspettare. «In attesa di risposta», ha scritto Risso, «sconsigliamo comunque ai tabaccai dal vendere prodotti a base di cannabis light. Con l’auspicio che qualora si propendesse per la legittimità della vendita, si riconosca ai tabaccai la medesima posizione di chi ad oggi si è avventurato sul mercato incurante di divieti e prescrizioni».
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