Marroni: serve una nuova “rinascenza”

13 Gennaio 2016

La consigliera comunale propone di rendere casa Melatino sede di un dibattito pubblico su Teramo

TERAMO. La consigliera comunale di Teramo 3.0 Maria Cristina Marroni ha inviato alla stampa una lettera aperta alla cittadinanza intitolata “Per una nuova rinascenza teramana”, che ben s’inserisce nel dibattito sul futuro di Teramo avviato dal Centro.

Per Marroni «è compito e dovere della parte più avanzata della città farsi promotrice di una nuova stagione, è compito e dovere di coloro che più hanno a cuore le sorti della nostra terra, di coloro che non annaspano nei bisogni e nelle difficoltà quotidiane, di coloro che devono assumersi la responsabilità della domanda che John Fitzgerald Kennedy fece agli americani e al mondo durante il discorso inaugurale del proprio mandato (il 20 gennaio 1961): "Non chiedete cosa possa fare il Paese per voi: chiedete cosa potete fare voi per il Paese"».

La consigliera lancia un appello: «Mi rivolgo a chiunque senta di potere e dover essere attore della rinascenza teramana, destinatario della domanda kennediana: è l'ora a Teramo di seppellire l'ascia di guerra, perché ogni guerra deve avere una fine. E se è pur vero che dalla dialettica, anche quella più accesa, nascono le idee e il futuro, si deve constatare che Teramo da almeno dieci anni è ingabbiata in una perniciosa spirale dove tutti sono divenuti nemici di tutti, dove i giornalisti odiano i colleghi, i politici non si risparmiano colpi bassi (specie fra i sodali del medesimo schieramento), i cittadini sono esasperati dalla morsa economica e dai servizi sempre meno palpabili di un apparato sociale al collasso. È vero che abbiamo i governanti che ci meritiamo, ma dobbiamo smetterla di piangerci addosso e dare avvio ad una fase nella quale mettere a sistema tutte le intelligenze e le risorse che questa città continua a mantenere».

Maria Cristina Marroni propone di utilizzare casa Melatino - che definisce «luogo simbolo della nostra storia» - come sede per «l'avvio di una discussione pubblica sui destini e sulle vocazioni di Teramo. D'altronde», continua, «la Fondazione Tercas è una Istituzione che statutariamente persegue in modo esclusivo scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico, culturale e sociale nella provincia di Teramo; per cui la sua sede è certamente un luogo di elezione per l'elaborazione di una sorta di "Codice Melatino" che indichi le linee programmatiche e di intervento che facciano da guida ad una visione prospettica della città di Teramo».

Marroni ricorda un pezzo di storia cittadina, quella "Rinascenza Teramana" che «dal 1770 in poi si affermò e divenne una efficace stagione di rinnovamento che alimentò la fine del secolo e il successivo periodo borbonico, un movimento culturale e riformista, coevo all'illuminismo, volto alla cancellazione di ogni retaggio feudale che costituisse ostacolo alla crescita politica, economica e culturale della società. Da lì dobbiamo ripartire, ciascuno con le proprie capacità e sensibilità, senza indulgere nelle ataviche ipocrisie. Oggi dobbiamo chiamare a raccolta uomini e mezzi, idee e risorse, per mandare al macero una guerra civile sotterranea, per tornare ad avere fiducia in chi ci amministra, per dissipare le nebbie delle idiosincrasie e delle incomunicabilità, per arginare lo spargimento di altro inutile veleno, per recuperare la tensione morale, per riassaporare l'ambizione del futuro, per tornare ad intessere un discorso pubblico, ad argomentare le proprie ragioni e finalmente a risorgere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA