Marroni: «Sugli appalti va fatta chiarezza»

La candidata sindaca: «Nessuna risposta dopo il richiamo dell’Anac alla giunta a sanare irregolarità»
TERAMO. Sul richiamo che l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha avanzato al Comune di Teramo a gennaio sul tema degli appalti interviene la candidata sindaca Maria Cristina Marroni, che chiede conto all’amministrazione delle azioni poste in essere per sanare le irregolarità segnalate e al primo cittadino pubbliche scuse. L’Anac nell’esaminare gli affidamenti aveva rilevato «la non conformità delle procedure nel periodo tra il 2019 e la prima metà del 2022», invitando «l’Ente alle valutazioni di competenza e a dare notizia circa le eventuali determinazioni assunte nel termine di 30 giorni». Marroni ricorda i dati Anac, secondo i quali il Comune ha affidato 42 appalti di lavori (19 affidamenti diretti, 21 procedure negoziate, 2 appalti con procedura aperta). Un quadro definito desolante dalla candidata che aggiunge: «L’Anac ha rilevato “la costante abitudine della stazione appaltante di rivolgersi sempre alla stessa platea di operatori economici, peraltro aventi quasi tutti sede legale a Teramo e provincia”», e sottolinea un aspetto che proprio l’autorità anticorruzione ha fatto presente. Vale a dire che i responsabili delle violazioni sono «i dirigenti dell’area 6 e dell’area 7 del Comune, entrambi a tempo determinato ed entrambi nominati fiduciariamente dal sindaco in carica. È appena il caso di sottolineare l’inspiegabile “impossibilità” per il Comune di bandire, da anni ed anni, un regolare concorso a tempo indeterminato per tali fondamentali figure, che continuano, invece, ad essere nominate a tempo determinato dal sindaco di turno». Dal richiamo Anac sono trascorsi tre mesi e Marroni chiede al sindaco pubbliche scuse «per le molteplici e ripetute violazioni di legge commesse negli affidamenti» e risposte chiare su «quanto è stato fatto per sanare le illegittimità». (v.m.)

