Marsilio: «Deludente lo sblocca cantieri»

Il governatore si appella al premier Conte: «Abbiamo bisogno di nuovi atti normativi per velocizzare le pratiche»
COLLEDARA. «Il decreto sblocca cantieri ha introdotto qualche norma di semplificazione delle procedure di ricostruzione, ma non quello che ci aspettavamo e avevamo richiesto. Per questo ci siamo appellati al premier Conte perché abbiamo bisogno di un altro passo e un altro approccio nella gestione post-sisma con atti normativi che velocizzino le pratiche e con l’aumento del personale negli uffici deputati a istruirle». Queste le parole del presidente della Regione Marco Marsilio intervenuto venerdì pomeriggio nel municipio di Colledara nel convegno “ Ricostruire il futuro. Risorse e opportunità per le aree del cratere” organizzato dall’amministrazione guidata dal sindaco Manuele Tiberii e dal presidente del Lions Valle Siciliana Claudio D’Archivio. Un incontro dove sono state presentate soluzioni e proposte per il futuro delle zone interne del Teramano che soffrono a causa delle conseguenze negative dei terremoti del 2009 e del 2016/2017 e dove il fenomeno dello spopolamento sta aumentando notevolmente. Una veloce ricostruzione materiale, ma ancor di più del tessuto economico e sociale è necessaria e auspicabile per evitare la morte dei sedici comuni del cratere teramano che in dieci anni hanno perso già più di cinquemila residenti. «Abbiamo chiesto al governo una diversa attenzione per la nostra situazione» ha proseguito il governatore. «Per le scuole sono stati stanziati 120 milioni per le quattro regioni terremotate che interessano non solo quelle danneggiate e stiamo investendo nella promozione per ridare un’immagine dell’Abruzzo slegata dal sisma».
Il fattore tempo è l’elemento fondamentale per vincere la sfida della rinascita dell’entroterra. «I problemi dei comuni del cratere, spopolamento in primis, dovrebbero essere considerati emergenza nazionale», ha dichiarato il senatore Gaetano Quagliarello, «e per evitare l’abbandono di questi territori abbiamo bisogno di procedure eccezionali: con quelle ordinarie non ce la faremo perché il tempo è tiranno. Oltre a una sinergia tra le iniziative legislative come la velocizzazione della ricostruzione e quelle dal basso della comunità come la valorizzazione dei prodotti tipici e l’innovazione digitale e tecnologica che deve riguardare le attività economiche, ma anche i nostri parchi intrisi di divieti per lo sviluppo turistico». E di ricostruzione effettiva ne hanno parlato Raffaello Fico, direttore dell’Ufficio speciale per al ricostruzione di Fossa (terremoto 2019 )e Vincenzo Rivera, direttore Usr di Teramo (terremoto 2016). «Il Teramano», ha detto Fico, «ha subìto l'approvazione in ritardo dei Piani di ricostruzione dei centri storici e l’aggravante che appena approvati si sono scatenati gli eventi sismici del 2016, ma ora siamo partiti e ci sono 216 milioni di euro per il 2009. Stiamo cercando di semplificare le procedure interne per accelerare il tutto anche se oltre alle norme deve esserci un dialogo propositivo con gli uffici e un confronto sul campo. Ciò su cui premiamo tanto è il cambiamento delle leggi sulle seconde case affinchè venga stabilito un recupero per usi diversi da quelli abitativi».
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