Marsilio: nuove norme, Abruzzo decisivo

Il governatore in città illustra gli effetti del decreto Calamità convertito in legge: ascoltato il territorio
TERAMO. Dieci unità perse tra la fine del 2022 e inizio del 2023 nell’Ufficio per la ricostruzione post-sisma 2016. È il dato su cui si sofferma il direttore Vincenzo Rivera. «La stabilizzazione del personale a tempo determinato del decreto Calamità, appena convertito in legge, è fondamentale per fermare questa emorragia», sottolinea insieme al governatore Marco Marsilio, ieri in città proprio per presentare le nuove di disposizioni. Questo è solo uno dei tanti aspetti che il provvedimento prevede per accelerare la ricostruzione pubblica e privata. Un ruolo determinante è stato giocato dall’Abruzzo nella cabina di regia grazie al «gioco di squadra e alla capacità di rappresentare i diritti del territorio», come evidenzia Marsilio. Tante le risposte nel decreto, con quella più importante sull’applicazione del pacchetto di semplificazioni procedurali e il riconoscimento delle lievi difformità edilizie anche ai comuni fuori cratere che dimostrano «il buon lavoro svolto in un dialogo comune che ha portato a Roma una risposta positiva alle nostre sollecitazioni», prosegue Marsilio, «finalmente c’è un territorio che viene ascoltato da Governo e maggioranza che subito hanno dato prioritaria attenzione alla ricostruzione». Il presidente della Regione evidenzia come l’input sull’equiparazione tra cratere e fuori cratere gli sia arrivato nella visita al centro storico di Penna Sant’Andrea, ancora zona rossa perché non si sono riuscite a sanare le lievi difformità edilizie. Una misura che consentirà lo snellimento della procedura per la ricostruzione della casa di riposo di Sant’Omero e dell’ex collegio Ravasco di Teramo. (a.d.f.)

