Marsilio, tour in città «È il centrodestra la vera discontinuità»

Il candidato presidente a sostegno di Quaresimale e Micheli Incontro con gli sfollati, Confindustria e Federalberghi
TERAMO. Sorrisi, abbracci e la convinzione che la vittoria alle prossime regionali sia a portata di mao, nel tour teramano del candidato presidente del centrodestra alla Regione Marco Marsilio, che ieri pomeriggio ha “benedetto” le candidature a consigliere regionale di Pietro Quaresimale per la Lega e Raimondo Micheli per Fratelli d’Italia. Parlando ai giornalisti Marsilio ha più volte puntato il dito contro il disastro lasciato dall’amministrazione D’Alfonso, rivendicando quella del centrodestra come l’unica e vera discontinuità e ricordando con orgoglio le sue origini abruzzesi. Poi i temi caldi, a partire dalla ricostruzione. «C’è tanto lavoro da fare», ha dichiarato, «è incredibile che il 10 per cento della popolazione teramana sia ancora fuori casa perché non funziona l’ufficio per la ricostruzione. Si stanno sprecando risorse pubbliche, un lusso che Teramo non si può permettere». Una situazione a fronte della quale, ha assicurato, il suo primo atto in caso di vittoria alle regionali, sarà quello «di individuare una persona con competenze manageriali per far camminare l’ufficio».
Marsilio ha poi affrontato anche il tema delle infrastrutture. «Penso che l’Abruzzo debba avere le infrastrutture che merita», ha continuato il candidato presidente del centrodestra, «che ci vogliano 4 ore e mezza per andare da Roma a Pescara è una cosa che non si può sentire. Oggi L’Abruzzo è tagliato fuori da ogni opportunità, senza infrastrutture investire qui diventa più costoso». Sul tavolo anche la mancata valorizzazione, nel teramano, di risorse come la montagna. «Non sono andato a Prati di Tivo solo per l’allerta meteo» ha detto, «è assurdo che non si punti sulle stazioni sciistiche, solo a Teramo la neve è un problema e non una ricchezza». Temi affrontati anche da Quaresimale e Micheli. «Le problematiche da affrontare sono tante», ha detto Quaresimale, «la priorità è sicuramente la ricostruzione, che io ho avuto modo di affrontare nel mio ruolo di sindaco. Non si possono addossare tutte le colpe all’ex direttore D’Alberto. Il problema è potenziare l’ufficio con un numero adeguato di personale». Quaresimale ha poi sottolineato la necessità di puntare sul turismo, sottolineando le grandi potenzialità del territorio, così come sulla formazione e sul reperimento dei fondi europei. Di ricostruzione ha poi parlato anche Micheli, che ha presentato la sua candidatura con un passaggio simbolico di consegne con l’ex assessore della giunta Chiodi Giandonato Morra. «La mia è una candidatura a servizio del territorio», ha esordito Micheli, «che nasce dopo un percorso politico che mi ha portato a fare il consigliere ed assessore comunale, il consigliere provinciale, il presidente della Team, commissario del nucleo industriale. Le priorità sono tante, dalla sanità alle infrastrutture, partendo ovviamente dalla ricostruzione». Da qui la necessità che l’Abruzzo «parli una lingua unica, altrimenti resterà sempre indietro». Ma nella sua giornata teramana Marsilio non ha incontrato solo i candidati consiglieri. In mattinata, infatti, si è confrontato anche con il presidente regionale di Federalberghi Giammarco Giovannelli e il presidente di Confindustria Teramo Cesare Zippilli, con i quali ha affrontato le principali criticità sul tappeto. «Federalberghi ha sottolineato come tra le principali problematiche ci sia quella dell’erosione», ha sottolineato Marsilio, «ed evidenziato l’assenza di progetti organici sul turismo, mentre Confindustria ha denunciato l’assenza di una vera politica industriale». Tra gli appuntamenti teramani anche quello con il candidato di Azione Politica Rudy Di Stefano, nella cui sede il candidato presidente del centrodestra alla Regione ha incontrato anche una delegazione di sfollati. «La mia esperienza da parlamentare la metto al servizio della comunità» ha detto Marsilio rivolto ai cittadini presenti, « per avvicinare le distanze e ricordare quanto importante e strategico sia l’Abruzzo anche nell’equilibrio nazionale. È fondamentale farlo tornare ad essere la locomotiva del centrosud e diventare con le proprie peculiarità un modello di crescita».
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