Martelli, tutti in mobilità con un incentivo
Ancarano, accordo in Provincia sulla chiusura della lavanderia. Qualche speranza nella Penny Jeans
ANCARANO. Sottoscritto ieri al tavolo delle relazioni industriali coordinato dal presidente della Provincia Renzo Di Sabatino l’accordo fra i sindacati e il gruppo Martelli per la dismissione della lavanderia industriale di Ancarano e la messa in mobilità di 80 lavoratori.
Ai dipendenti viene accordato un incentivo all’esodo di 7.800 euro lordi (per i lavoratori con contratto a tempo pieno) e di 3.900 euro (per quelli in regime di part-time) in tre rate a partire da dicembre e il pagamento del Tfr in 5 rate a partire da marzo. Naturalmente a tutti i dipendenti licenziati spetterà il trattamento di mobilità che può durare fino a quattro anni a seconda dei casi. Inoltre, il gruppo Martelli si è impegnato «alla ricollocazione nella Penny Jeans (società creata mesi fa nello stabilimento di Ancarano, ndr) del maggior numero possibile di lavoratori provenienti dal bacino Martelli Lavorazioni Tessili, compatibilmente con le prospettive di sviluppo ed eventualmente con le specifiche iniziative della Regione Abruzzo finalizzate alla formazione/riqualificazione del personale».
«E' un momento doloroso», commentano Emanuela Loretone (Filctem Cgil), Giampiero Daniele (Femca Cisl) e Emidio Angelini (Uiltec Uil), «abbiamo fatto un accordo che ci lascia l'amaro in bocca: si tratta della chiusura di un'azienda storica che era arrivata a impiegare oltre 200 persone. Resta il dispiacere per il comportamento dell'azienda che aveva preso degli impegni che non ha mantenuto. Nel verbale l’incentivo è un parzialissimo risarcimento di quanto hanno dovuto subire i lavoratori. Valorizzeremo l’incontro fissato a fine febbraio per la verifica dell’andamento della Penny Jeans e dell’eventuale riassorbimento dei lavoratori. Sono 80 famiglie che non hanno più un reddito certo, sia per entità dell'entrata sia perchè è a termine: la mobilità in media è di 2-3 anni».
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