Martinsicuro, assolti in 7 per la bancarotta

28 Marzo 2022

Erano accusati di aver ceduto un peschereccio per sottrarlo ai creditori, per i giudici il fatto non sussiste

MARTINSICURO. In sette, quasi tutti componenti di uno stesso nucleo familiare, erano finiti a processo con le pesanti accuse di bancarotta fraudolenta preferenziale e bancarotta fraudolenta per distrazione.
Secondo la Procura, dopo il fallimento della società avrebbero ceduto un peschereccio per sottrarlo alla massa dei creditori.
Esattamente dopo dieci anni dai fatti il tribunale (collegio presieduto da Flavio Conciatori) li ha assolti con la formula del fatto non sussiste. L’assoluzione era stata chiesta anche dalla Pubblica accusa. La vicenda, complessa e articolata, era iniziata nel 2012 con l’allora fallimento dichiarato dal tribunale per la società di pesca.
Così nella richiesta di rinvio a giudizio: «Gli indagati, in concorso, tra loro allo scopo di arrecare grave pregiudizio ai creditori distraevano fraudolentemente in favore di altra società, costituita appena un mese prima, la motobarca da pesca con le relative attrezzature a suo corredo. La cessione de qua, avvenuta allorquando lo stato di decozione della cedente era conclamato, veniva formalizzato con atto notarile e documentata fiscalmente dalla fattura dell’importo complessivo di 830.000,00».
Per quando riguarda l’ipotesi della bancarotta fraudolenta preferenziale così aveva scritto il pm nella richiesta di rinvio a giudizio: «Gli indagati in concorso tra loro, allo scopo di arrecare grave pregiudizio ai creditori, allorquando lo stato di decozione era conclamato con atto notarile, scioglievano il patto di riservato dominio precedentemente istituito in sede di vendita della motopesca concordando le modalità di pagamento». Gli imputati erano difesi dall’avvocato Tommaso Navarra. (d.p.)
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