Martinsicuro, processo con rito abbreviato per i 4 accusati dell'omicidio Tizi

A gennaio via al procedimento per il delitto del 7 giugno scorso. Il 35enne venne freddato con due colpi di pistola davanti agli occhi della sua compagna
MARTINSICURO. Affrontano il processo con una certezza: in caso di condanna potranno contare sulla riduzione di un terzo di pena. E’ con il rito alternativo dell’abbreviato, infatti, che saranno giudicati i quattro albanesi accusati dell’omicidio di Roberto Tizi, il 35enne originario di Petritoli (Fermo) che il 7 giugno scorso venne freddato con due colpi di pistola davanti agli occhi della sua compagna, nel quartiere Tronto di Martinsicuro.
Nell'udienza preliminare di ieri mattina il gup Roberto Veneziano ha accolto la richiesta avanzata dalle difese dei quattro imputati, ammettendo al rito abbreviato Arjan Ziu, il 49enne che il giorno dopo confessò di aver sparato per vendicarsi di una lite, il fratello Mikele, 50 anni, i due figli di quest'ultimo Rudy di 24 anni e Tony di 18 . Per i primi tre l’udienza è fissata per il 27 gennaio per un rito abbreviato semplice, mentre Tony comparirà il 28 davanti per un rito abbreviato condizionato all'audizione di due testi.
Nell'udienza di ieri mattina la compagna di Tizi, che era rimasta ferita nell'agguato, si è costituita parte civile. Ai quattro (assistiti dagli avvocati Tiziano Rossoli, Maurizio Cacace e Antonio Valentini) vengono contestati l'omicidio volontario aggravato, le lesioni personali aggravate (nei confronti della compagna della vittima ), e il porto abusivo d'arma. Tizi fu ucciso con due colpi di pistola calibro 6,35 sparati da Arjan Ziu appena giunto sotto casa con la sua auto. Il primo colpo lo raggiunse mentre era ancora in auto. Un vero e proprio agguato, secondo la procura, con i quattro che dopo gli spari avrebbero infierito sull'uomo prendendolo a calci in testa mentre era a terra. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori (il titolare del fascicolo è il pm Bruno Auriemma), l'agguato mortale sarebbe stato una vendetta per una discussione per futili motivi avuta qualche ora prima dalla vittima con Arjan Ziu. I due si erano incontrati in un bar, avevano discusso e Ziu aveva avuto la peggio. A fornire un grosso contributo alle indagini sono state le dichiarazioni della convivente della vittima – ferita di striscio a un ginocchio nell'agguato - ma, anche e soprattutto, le immagini catturate dagli impianti di videosorveglianza della zona di Martinsicuro in cui quella sera di giugno avvenne l’omicidio. Nel corso dell’udienza di convalida Arjan Ziu aveva confermato la sua iniziale confessione sostenendo di aver agito per vendicarsi dopo una violenta lite avuta con Tizi qualche ora prima del delitto in cui era stato malmenato, ma aveva ribadito di aver fatto tutto da solo sostenendo che in quel momento con lui non c’erano complici e che le persone che si vedono scappare nelle immagini catturate dalle telecamere sono estranei che fuggono perchè spaventati dagli spari.Una ricostruzione, la sua, diversa da quella emersa dalle immagini. Resta ancora il mistero della pistola: Ziu ha detto di averla buttata in un posto indicando anche quale fosse, ma fino ad ora non è stata trovata.(d.p.)
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