Martinsicuro ricorda i morti del bombardamento del ’43

15 Ottobre 2014

MARTINSICURO. Ieri mattina la cittadina truentina ha ricordato le vittime del bombardamento degli aerei alleati avvenuto il 14 ottobre 1943, quando le bombe uccisero venti persone di cui cinque...

MARTINSICURO. Ieri mattina la cittadina truentina ha ricordato le vittime del bombardamento degli aerei alleati avvenuto il 14 ottobre 1943, quando le bombe uccisero venti persone di cui cinque sotto i 16 anni e uno di pochi mesi, morto tra le braccia dei genitori. La cittadina, come avviene ogni anno, ha voluto rendere omaggio a chi ha pagato a duro prezzo quei giorni di guerra. Nel luogo dove ci furono la maggior parte dei morti, l’incrocio tra via dei Liburni e via Battisti, da anni è stata realizzata una lapide a ricordo. Ieri mattina sul monumento è stata depositata una corona a ricordo. Alla manifestazione hanno preso parte il sindaco Paolo Camaioni, i consiglieri Federico Nardi, Marco Ceci e Andrea Buonaspeme, carabinieri, polizia locale e Capitaneria di porto. Presenti anche tutti i comitati di quartiere della cittadina con i gonfaloni e una vasta rappresentanza delle scuole locali guidata dal dirigente scolastico Barbara Rastelli. «Una giornata per non dimenticare», dice il sindaco Camaioni, «venti nostri innocenti ed inermi concittadini, periti a causa dei bombardamenti alleati. Il loro ricordo resti un monito per diventare tutti uomini e donne di pace. A loro onore e gloria dall'intera cittadinanza».

A Martinsicuro il 23 giugno 2005 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi concesse la medaglia di bronzo al valore civile con la seguente motivazione: «Centro strategicamente importante, situato sulla linea "Gustav", fu sottoposto a violenti bombardamenti che causarono la morte di numerosi concittadini, tra cui alcuni bambini in tenerissima età, donne e anziani. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio». Presenti alla manifestazione anche alcuni anziani che ancora hanno nella mente quei momenti. «Ricordo», la testimonianza di uno di questi, «che l’allora parroco della cittadina don Primo Plebani mise la chiesa del Sacro cuore a disposizione per farla diventare un ospedale da campo. Non scorderò mai la tonaca del prete intrisa di sangue». Il bombardamento degli aerei alleati doveva colpire le truppe tedesche ammassate sul Tronto. Ci furono errori e le bombe caddero tra la gente indifesa, che non andò nei rifugi visto che spesso gli aerei sorvolavano la cittadina.(s.d.s.)

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