Mascherine, la maggioranza compatta difende Colonnelli

ALBA ADRIATICA. L’amministrazione di Alba Adriatica fa quadrato intorno all’assessore Nicolino Colonnelli sul caso mascherine e rispedisce al mittente la richiesta di dimissioni avanzata da Città...
ALBA ADRIATICA. L’amministrazione di Alba Adriatica fa quadrato intorno all’assessore Nicolino Colonnelli sul caso mascherine e rispedisce al mittente la richiesta di dimissioni avanzata da Città Viva. Il gruppo di opposizione guidato da Giuliano De Berardinis aveva attaccato la scelta di acquistare dispositivi che non riportavano indicazioni sul grado di protezione, e a cifra ritenuta non vantaggiosa, da una ditta con cui l’assessore collaborerebbe. La replica del gruppo di maggioranza del sindaco Antonietta Casciotti: «Al fine di sgomberare il campo da ricostruzioni false, infondate e strumentali, messe in piedi ad arte per adombrare sospetti nei riguardi di una condotta limpida eseguita nell'esclusivo interesse della collettività, ribadiamo che l’assessore Colonnelli ha semplicemente informato gli uffici dell’esistenza di un'azienda locale che stava producendo mascherine anche per l'Istituto zooprofilattico. Avuta notizia della difficoltà di reperirne in tempi rapidi e a prezzi competitivi, si è unicamente assicurato del rispetto dei tempi di consegna in tre giorni con l'intento di garantire ai cittadini una rapida distribuzione. La consegna delle 1.700 mascherine filtranti, riutilizzabili, in Tnt sterilizzato acquistate al prezzo congruo di 2,90 euro oltre Iva, è stata preceduta da una comunicazione del sindaco attraverso la propria pagina Facebook, con cui si mettevano in evidenza caratteristiche e modalità di utilizzo, indicazioni fornite anche dai volontari della Protezione civile al momento della consegna domiciliare». Poi sulla disponibilità di mascherine alternative segnalata dal consigliere di opposizione Gianfranco Marconi: «Le informazioni del consigliere sono state del tutto casuali, informali e tardive, rimanendo utili, a posteriori, alla mera strumentalizzazione. Pertanto, se credibilità è stata perduta non è certo quella della maggioranza, bensì quella del gruppo Città Viva».(l.t.)

