Mastrilli: «La società Patrimonio andava liquidata già anni fa»

GIULIANOVA. La società partecipata Giulianova Patrimonio va chiusa. A sostenerlo non è soltanto un rapporto stilato dal ministero delle Finanze, che nei giorni scorsi ha travolto nell’onda mediatica...
GIULIANOVA. La società partecipata Giulianova Patrimonio va chiusa. A sostenerlo non è soltanto un rapporto stilato dal ministero delle Finanze, che nei giorni scorsi ha travolto nell’onda mediatica la municipalizzata giuliese, ma anche il consigliere comunale indipendente (eletto nel 2019 nella lista Lega Salvini Abruzzo) Gianni Mastrilli. Secondo il rappresentante della minoranza, questo clamore mediatico intorno alla Patrimonio, esploso in seguito al servizio televisivo della giornalista Milena Gabanelli, andato in onda su La7 giorni addietro, si poteva evitare, se solo l’amministrazione comunale avesse dato seguito a quanto suggerito da Mastrilli e dall’allora consigliere della Lega Pietro Tribuiani: quest’ultimo, nel 2021 aveva anche presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti sulla società Patrimonio, che da anni versa in una situazione di deficit finanziario.
«Non c’era bisogno del servizio della Gabanelli per dire che la Patrimonio va liquidata e che i suoi dipendenti andrebbero riassorbiti dal Comune», afferma Mastrilli, «con l’ex consigliere Tribuiani avevamo anticipato ciò che è successo adesso: se ci avessero ascoltato ai tempi, si poteva prospettare una situazione diversa. Il piano di risanamento è stato invece fallimentare», tiene a sottolineare il consigliere, «perché la società è stata svuotata nei servizi, penalizzando la cura della città, mentre il problema finanziario non è stato risolto». La Patrimonio, partecipata dal Comune che ne è unico socio, gestisce immobili pubblici: nel rapporto stilato dal Mef, viene annoverata fra le 287 società che hanno registrato quattro bilanci negativi negli ultimi cinque anni. «Non si spiega dunque come mai», conclude Mastrilli, «l’ente comunale si ostina a volerla mantenere in piedi».
Critiche anche per la mancanza di candidati giuliesi alle imminenti elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale: «Dopo il teatrino dell’anno scorso», sottolinea Mastrilli, «quest’anno noto con un certo rammarico che non è stato indicato nessun consigliere di Giulianova: il territorio resta quindi scoperto, non abbiamo rappresentanti diretti e le istanze cittadine rischiano di rimanere ignorate». Secondo Gianni Mastrilli questa situazione denota l’assenza dei partiti, da destra a sinistra, e lo scarso interesse mostrato nei confronti della città. (s.g.)
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