Mastromauro: «Il centrosinistra ha fatto di tutto per perdere»

L’ex sindaco punge il Pd: «I vertici locali e provinciali negli anni hanno indebolito il partito in città» Attacco frontale al Cittadino governante: «Arboretti imponendo il candidato sindaco ha rotto l’unità»
GIULIANOVA. A pochi giorni dalle elezioni comunali il grande assente dalla competizione, l’ex sindaco Francesco Mastromauro, ha deciso di rompere il silenzio con quella che ha definito una “operazione verità”, rivolgendo accuse pesanti al centrosinistra, secondo lui artefice di una «disfatta annunciata». Una conferenza stampa al vetriolo quella di ieri, nella quale l’ex primo cittadino non ha risparmiato nessuno, dai vertici locali del Pd a quelli provinciali e regionali, passando per il Movimento 5 stelle e il Cittadino governante; quest’ultimo è stato accusato di aver «imposto il proprio candidato sindaco Alberta Ortolani e di aver consumato uno strappo all’unità, attraverso metodologie opposte al metodo democratico».
Mastromauro ha puntato il dito contro la gestione del Pd negli ultimi cinque anni, definendo il partito «assente» in città, e «incapace di raccogliere le sollecitazioni dei cittadini». Ha ricordato che durante la sua attività di governo l’amministrazione comunale a guida Pd era fortissima, mentre ha criticato aspramente i Dem locali per essersi accodati alle decisioni di Cittadino Governante e Movimento 5 Stelle come «ruotino di scorta», definendo questa scelta come «una partita a perdere: hanno tentato di competere con una cerbottana contro i panzer di Costantini, sembrava come se si fossero messi d’accordo per far rivincere l’amministrazione uscente». L’ex sindaco ha poi ricordato l’epoca della prima elezione diretta del sindaco a Giulianova nel ‘95, criticando i nostalgici di quel periodo definiti come i “reduci del 1995” (con riferimento a Franco Arboretti e al suo gruppo politico): «Il Cittadino governante non è mai stata un’associazione del centrosinistra, in quanto era all’opposizione come anche il Movimento 5 stelle: è un falso storico», ha sottolineato.
L’ex sindaco inoltre ha denunciato un ipotetico disegno dall’alto volto a indebolire il Pd giuliese, con accuse dirette a vari esponenti del partito, tra cui l’allora segretario del Pd Minosse e l’attuale Possenti, l’ex presidente della provincia Di Sabatino, l’allora assessore regionale Pepe e il sindaco di Teramo D’Alberto, che secondo Mastromauro volevano ridurre Giulianova a «riserva di voti per i maggiorenti del partito». Sul piano locale, l’ex primo cittadino ha criticato coloro che vede come «mercenari politici», in primis due ex amministratori della sua giunta: Gabriele Filipponi, allora segretario cittadino del Pd, e Federica Vasanella, capogruppo in consiglio comunale, definiti gli «esecutori materiali del disegno teramocentrico» e accusati di aver tramato contro Giulianova. Infine nel mirino dell’ex sindaco è finito anche Giorgio D’Ignazio, uno dei dirigenti dei Dem: «Non capisco a che titolo parla e da dove proviene la sua soddisfazione per il risultato elettorale», ha concluso Mastromauro.
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