Mastromauro: il secondo ospedale si può fare

A Giulianova riunione con i consiglieri, il 12 il Pd incontra Fagnano. Verna rilancia la sua proposta
TERAMO. Ospedale unico, territori in fibrillazione. Il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro ha illustrato ieri a una platea di consiglieri comunali di maggioranza e minoranza – non tutti – lo studio di massima sull'ospedale costiero di 1° livello datogli dal manager della Asl Roberto Fagnano.
Lo studio, come anticipato dal Centro qualche giorno fa, è stato commissionato per verificare la fattibilità di un ospedale sulla costa. Lo studio ipotizza un presidio da 380 posti. «Lo studio», dichiara Mastromauro, «afferma come una tale struttura ospedaliera, destinata ad ospitare flussi importanti di popolazione, potrebbe aumentare le capacità produttive e attrattive nel corso del tempo. Ritiene però che dal punto di vista economico non sarebbe percorribile: il progetto richiede un notevole impegno finanziario a fronte di risorse non sufficienti. E ciò in quanto la messa a norma dell'ospedale di Teramo assorbirebbe ulteriori 35 milioni e 500 mila euro. Ritengo in proposito che tali motivazioni ostative di carattere economico debbano e possano essere superate». Il sindaco fa notare che così è avvenuto anche nelle province dell'Aquila e di Chieti, nei cui territori sono 6, rispettivamente 3 e 3, gli ospedali di 1° livello, di cui addirittura 4 di nuova realizzazione: Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. E poi ricorda le delibere regionali pro ospedale della costa. E chiede «scelte e valutazioni serene che, l'ho già detto, non debbono piegarsi a nessun municipalismo ma nemmeno debbono escludere aprioristicamente logica e buon senso» E chiede che la giunta regionale «voglia chiamarci per un confronto su questo studio di massima». Intanto i Pd giuliese incontrerà Fagnano mercoledì prossimo.
Dall’altro lato, il consigliere provinciale (e comunale a Teramo) del Pd Maurizio Verna torna a sottolineare gli aspetti positivi del sito da lui proposto per l’ospedale unico, a Piano d’Accio. «Ovviamente», commenta, «riteniamo che vada fatto a Teramo, perchè è il capoluogo, perchè non può essere espoliata di nuovo, perchè baricentrica rispetto alla montagna. Il sito di Piano d’Accio ha le migliori caratteristiche. In nessuna città europea si vendono ospedali dentro o al confine con zone industriali (il riferimento è alle proposte di Brucchi a Sant’Atto e Gatti nella zona industriale, ndr). E poi è vicinissima alla ferrovia e alle grandi vie di comunicazione, ma soprattutto non va a consumare terreno: ci sono due cave, si fa addirittura recupero ambientale. E' comunque urgente parlarne in un consiglio aperto, in modo da dire al più presto alla Regione quel che il territorio vuole. Peraltro l’ospedale ne deve essere uno: se ne deve fare uno e fatto bene, solo così sarà di qualità, inutile disperdere energie e risorse».

